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Ieri, giovedì 19 gennaio

«Nucleare, la nostra regione ha già fatto la sua parte»

Sopralluogo ai siti di Trino e Saluggia

Sopralluogo della Quinta commissione Ambiente del Consiglio regionale del Piemonte all’ex centrale nucleare “Enrico Fermi” di Trino Vercellese e all’impianto Sogin di Saluggia.

«Una visita - sottolinea il presidente della Commissione, il leghista vercellese Angelo Dago, con i consiglieri del gruppo Lega Salvini Piemonte Gianluca Gavazza e Valter Marin - che ci ha rassicurati sull’avanzamento dei lavori di smantellamento dell’ex sito di Trino e sul fronte della sicurezza per il territorio e le sue comunità. Il sopralluogo di oggi ci ha però ribadito anche l’assoluta e non differibile necessità che l’Italia si doti di un unico deposito nazionale per le scorie nucleari, superando qualunque sistemazione precaria o temporanea. Una valutazione e una decisione che di certo non spettano alla giunta regionale, che però ha già certificato che il Piemonte non ha alcun sito adatto per ospitarlo».

«Entrando nell’ex centrale Enrico Fermi - hanno quindi aggiunto il presidente Dago e i commissari Gavazza e Marin - abbiamo potuto apprezzare con i nostri occhi lo straordinario potenziale espositivo, didattico e culturale di una struttura unica nel panorama italiano ed europeo. Una vera e propria capsula del tempo che permette di rivivere la stagione dell’atomo fino al suo utilizzo per scopi civili, con attrezzature e spazi originali e di grande fascino. All’interno di un piano di decomissioning che prevede il completo smantellamento dell’impianto, la nostra proposta è quella di valutare un progetto che ne conservi almeno una parte perché possa ospitare un percorso musealizzato che approfondisca gli aspetti tecnologici, storici e scientifici del sito di Trino e del nucleare in Italia. In alternativa si valuti la possibilità, di concerto con Sogin, di preservare le strumentazioni originali dalla demolizione, per un loro reinserimento nei circuiti culturali piemontesi. Siamo certi che la nostra giunta saprà cogliere questa nostra suggestione».

Sarah Disabato, capogruppo regionale M5S Piemonte, Ivano Martinetti, consigliere regionale M5S Piemonte e Sean Sacco, consigliere regionale M5S Piemonte commentano «Il sopralluogo all'ex centrale elettronucleare di Trino e all'impianto Eurex di Saluggia, richiesto dal Movimento 5 Stelle, ha messo in evidenza l'importanza di avere un deposito unico nazionale per i rifiuti radioattivi. Rifiuti provenienti da tutta Italia e prodotti non solo dal nostro passato nucleare ma che vengono e verranno prodotti anche dai settori dell'industria, della sanità, della ricerca».

«Il deposito unico garantirebbe una gestione sicura e controllata delle scorie nucleari, ma c'è un problema: in Piemonte gli unici siti individuati sono in zone a rischio idrogeologico oppure vicini a luoghi considerati sensibili. La nostra Regione si è già fatta carico dello stoccaggio delle scorie, esponendosi per troppo tempo con luoghi temporanei non idonei a un deposito definitivo, il tutto con ingenti costi per la messa in sicurezza dei siti. Il Piemonte ha fatto la sua parte».

Adesso però, «per garantire la salvaguardia della salute pubblica, è importante che il deposito unico nazionale sia collocato in una zona che abbia caratteristiche idonee. Visitando i due impianti abbiamo constatato che le scorie nucleari vengono gestite con la massima precisione e che le misure di sicurezza sono costantemente aggiornate, tuttavia i costi a carico dei cittadini si sarebbero potuti evitare se la vecchia politica avesse avuto il coraggio e la lungimiranza di individuare un luogo idoneo fin dal principio, con una progettazione seria e attenta alle necessità del futuro».

Peraltro «il centrodestra in campagna elettorale si è riempito la bocca di annunci fantascientifici sul ritorno al nucleare. Evidentemente non conoscono la situazione relativa alla gestione e la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi presenti in Piemonte, in particolare quella del complesso Cemex di Saluggia, fermo da 10 anni, che dovrebbe servire per processare i rifiuti liquidi ad alta pericolosità presenti nel sito. Il ritorno al nucleare sbandierato dal centrodestra è pura demagogia».



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