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"Trino deve ribellarsi all’insediamento di impianti nucleari"

Era gremita mercoledì sera la biblioteca civica di Trino durante l’incontro voluto dall’Associazione Culturale Gruppo Senza Sede e da Legambiente Vercellese per discutere della “Nuova legge sul nucleare”. «Le preoccupazioni sono molteplici - ha spiegato Fausto Cognasso - ad iniziare dal fatto che il Governo vuole che le centrali nucleari diventino oggetto di segreto di Stato. Anche quando è stato avviato il “fasullo” smantellamento della Enrico Fermi a livello locale nessuno ha saputo nulla, non c’è stata nè informazione, nè dibattito. Questa legge prevede addirittura il commissariamento di quei Comuni che non dovessero accettare la autorizzazione unica, alla faccia della democrazia». Il Gruppo Senza sede ha ancora in piedi un ricorso al TAR contro lo smantellamento della centrale Fermi e mancano ancora circa 2.000 euro per completare le spese: «Sullo smantellamento chiediamo al consiglio Comunale di Trino di esprimersi - ha ripreso Cognasso - Trino ha una storia nucleare di oramai cinquant’anni: essere anti-nuclearisti non vuole dire solo non volere la centrale nel proprio orticello, ma in termini generali. In questa fase bisogna organizzare varie iniziative contro il pericolo nucleare». Ha quindi parlato Gianpiero Godio, affrontando alcuni degli aspetti della legge: «Siamo contrari al nucleare perchè è la tecnologia più pericolosa rispetto all’utilizzo delle materie fossili. Sogin dice di smantellare i propri impianti, ma non è vero perchè si tratta solo della trasformazione degli impianti in depositi: ne sono un esempio Trino, Saluggia e Bosco Marengo. È chiaro che il problema energetico esiste, ma la soluzione è fatta di efficienza. Questa legge delega il Governo a localizzare centrali nucleari, impianti e depositi, stabilendo le compensazioni e dichiarando i siti aree di interesse strategico nazionale, di fatto saltando il parere degli enti locali». Anche per questo Legambiente ha promosso una petizione dal titolo “Nelle decisioni sul nucleare devono essere sentito i cittadini”. È quindi seguito il dibattito in sala. C’è chi ha fatto notare come il Consiglio comunale di Crescentino si sia recentemente espresso in maniera contraria sul nucleare, chi ha ricordato come dopo vent’anni si torni a parlare di questa vicenda, auspicando l’alzata di scudi della gente e dei comitati, come avvenne in occasione del referendum del 1987. «Sono straconvinto che se si farà una centrale, si farà a Leri Cavour - ha detto Gigi Guasco, sindaco di Costanzana - che è l’unico terreno del Piemonte, se non addirittura dell’intero Nord Italia, ancora di proprietà dell’Enel. Quell’area ha tutte le caratteristiche di sicurezza necessarie per ospitare un impianto. Quando si vuole dire no bisogna mettere insieme le forze: o la scelta del sito verrà messa in discussione in maniera tangibile, oppure questo territorio si vedrà arrivare almeno un’altra centrale. Spero di essere smentito. Chi svolge un ruolo di amministratore locale ha la possibilità e il dovere, almeno in maniera formale, di mettere in sicurezza il proprio territorio». Incalzato da alcune domande della platea, ha poi preso la parola il sindaco di Trino Marco Felisati: «Con la mia presenza qui stasera voglio testimoniare una sensibilità anti-nuclearista, pur sapendo che c’è una parte della popolazione trinese che non è contraria al nucleare. Sarà molto importante operare sulla comunicazione per costruire un’espressione democratica e per potersi esprimere su questo tema. Come amministratore devo dire che il Comune di Trino può prendere una posizione in Consiglio comunale sul deposito e sull’impianto. Peraltro il Consiglio comunale in passato si è già espresso: no al deposito nazionale, sì al decommissioning e all’allontanamento del combustibile ancora presente a Trino». Il Comune si esprima Il primo cittadino ha poi aggiunto: «I terreni di cui si parla hanno un vincolo agricolo ambientale, previsto anche dal nuovo Piano Regolatore. Il Comune di Trino ha già fatto quanto poteva per la salvaguardia e la sicurezza del territorio. Su questa vicenda è necessario coinvolgere anche i cittadini: per questo stiamo pensando ad una consultazione della popolazione e ad un referendum. Dal punto di vista burocratico i passaggi sono stati fatti». Una posizione che non ha convinto Fausto Cognasso: «Lo smantellamento della centrale Fermi non rispetta la legge. Io mi aspetterei che il sindaco si faccia difensore del territorio in maniera netta. Il Vercellese deve ribellarsi alla sua vocazione “nuclearista”: questo territorio ha bisogno di amministratori che non devono chinare la testa». Infine Gianpiero Godio ha invitato l’amministrazione di Trino «ad essere contraria alla realizzazione di un deposito, non soltanto del Deposito Nazionale che difficilmente si farà a Trino».

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