«Cara Regione riattiva le linee Casale-Milano e Casale Vercelli» lo chiedono monferrini, vercellesi e lomellini
Una manifestazione per chiedere il ripristino delle linee ferroviarie Casale-Mortara-Milano e Casale-Vercelli. Con forza e determinazione. Sabato mattina, 4 febbraio, in piazza Mazzini un migliaio (forse più) soprattutto giovani delle scuole hanno sostenuto la battaglia degli amministratori comunali monferrini, vercellesi ed in particolare della Lomellina che da tempo combatte al fianco del nostro territorio.
Dopo gli interventi di Johnny Zaffiro di CasaleBeneComune (principale promotore dell’iniziativa), del sindaco di Casale Titti Palazzetti, del musicista Paolo Bonfanti, i ragazzi delle scuole hanno proposto un flash mob per sottolineare la forza della richiesta dei cittadini ad avere un servizio, i trasporti ferroviari, vitali per il proprio territorio.
Poi il corteo si è diretto in via Roma, via Cavour, viale Bistolfi per raggiungere piazza Vittorio Veneto davanti alla stazione ferroviaria dove si sono tenuti altri interventi.
Prosegue, nel frattempo, la raccolta firme da allegare all’istanza che le istituzioni hanno preparato e che nei prossimi giorni porteranno al presidente della Regione, Sergio Chiamparino. Per aderire c’è ancora tempo fino a mercoledì 15 febbraio e i moduli per farlo sono reperibili all’Urp del Comune di Casale (in via Mameli), in Biblioteca (via Corte d’Appello), in tutti gli Istituti Superiori della città, al chiosco turistico di piazza Castello, nelle sedi sindacali, nei principali esercizi commerciali casalesi e negli uffici dei Comuni che hanno sottoscritto l’istanza.
Sull’edizione de “Il Monferrato” di venerdì 3 febbraio abbiamo pubblicato un’intervista ad Angelo Marinoni, vicepresidente dell’Associazione Ferrovie Piemontesi.
Per Marinoni, prima ancora di chiedere la riattivazione dei servizi ferroviari, è cruciale riportare e poi mantenere in buona salute le infrastrutture. «Fino a quando il Ministero non cancella la linea, Rfi deve mantenerla in condizioni di poter comunque lavorare anche se su quelle rotaie non passa un treno in quotidiano servizio». Ma quanto costerebbe a Rfi - e dunque allo Stato e a nessun altro ente minore - la sistemazione delle strade ferrate che passano per il territorio monferrino? Per la Casale-Vercelli, ha spiegato Marinoni, il costo sarebbe minimo, quantificabile in qualche centinaia di migliaia di euro. A stupire più di tutto, però, sono le tempistiche: «A mio modo di vedere - ha detto - la linea potrebbe essere pronta all’uso dopo due o tre settimane di lavori. La Casale-Vercelli ha un profilo altimetrico estremamente lineare e con pochi problemi diagnostici». Discorso diverso per la Casale-Mortara: «La linea negli ultimi anni è stata oggetto di sciacallaggio e inoltre Rfi ha asportato un chilometro e mezzo di binari. La porzione rimossa è appariscente ma poco rilevante in un eventuale ripristino. A preoccuparmi di più è l’impiantistica: andrebbe fatto un lavoro di diagnostica molto accurato». Per il ripristino dell’infrastruttura, ha spiegato il vicepresidente di AFP, servirebbero 6-7 mesi di lavoro e una spesa che si aggirerebbe intorno agli 800mila euro. Sembrano numeri importanti, ma nel contesto dei trasporti nazionali non lo sono affatto e garantirebbero il servizio a tutta un’area del Piemonte che in questo momento è isolata. Diverso e più complicato il discorso per la Casale-Asti: «C’è il problema della galleria di Ozzano e dell’impiantistica nella zona della stazione di Moncalvo. Bisognerebbe spingere Rfi a fare una valutazione. La Asti-Casale-Mortara nel 2010-2011 aveva subìto diversi interventi che l’avevano resa una linea davvero moderna... salvo poi essere abbandonata». Marinoni ha comunque una visione positiva del futuro: «Ci sono ragioni oggettive che dicono che questo territorio ha diritto ai treni: chi negherà questo diritto si assumerà una responsabilità politica molto pesante nei confronti di tutto questo territorio».