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Racconto
Una storia tra zaini e bici: la pedalata di padre e figlio
Dalla Valcerrina, Ercole e papà Gian Mario concludono il percorso della Via del Sale
Sei giorni e cinque notti lungo l’Alta Via del Sale per il cerrinese Gian Mario Rosso, 38 anni e 70 chilogrammi di peso, raddoppiati per l’occasione. Al suo seguito, non solamente zaino e bicicletta a pedalata assistita, ma anche il piccolo Ercole di appena 4 anni, per un’esperienza, senza pari, vissuta tra avventura, natura e intima relazione.
Partiti il 28 giugno scorso, il giovane papà con il suo bimbo hanno scelto di vivere un’esperienza importante da tempo desiderata e programmata. “Avevo già percorso la Via del Sale una decina di anni fa a cavallo e, poi, in moto e in bicicletta” ci racconta Gian Mario; “sognavo di ripeterla con mio figlio, non appena ci fossero state le condizioni per poterlo farlo”.
Già da piccolissimo, lungo il saliscendi collinare della Valcerrina, sistemato su un sidecar per bicicletta, Ercole era solito seguire il suo papà negli allenamenti poi, durante una recente vacanza, ecco le “condizioni” per intraprendere l’attesa esperienza lungo la Via del Sale. “È stato in Germania che ho visto un’appendice da attaccare alla bici; un attacco modulato per un tandem a due misure”. Dopo aver condiviso le immagini del percorso, è stato con entusiasmo che Ercole ha accolto l’invito del padre di partire alla volta delle Alpi Piemontesi e Francesi fino al Mar Ligure, percorrendo la spettacolare strada bianca ex-militare che si snoda tra i 1800 e i 2100 metri di quota, lungo il principale spartiacque alpino sul confine italo-francese, attraversando, a mezzacosta, valichi, tornanti e passaggi anche arditi: 120 chilometri per +2744 metri di dislivello.
Notti in tenda
“La prima notte abbiamo dormito in tenda sul Colle di Tenda a circa 1800 metri; le notti successive in quattro Rifugi diversi. Avevamo pianificato ogni cosa ma, devo ammettere, che mentre raggiungevo Limone Piemonte, con Ercole nel seggiolino in auto che dormiva, più volte mi sono domandato cosa stessi facendo”.
Il programma in tappe
Quale il programma delle giornate? “Gli spostamenti solo la mattina, quando temperatura e condizioni meteo sono migliori: massimo tre ore di pedalata e arrivo per il pranzo. I pomeriggi, invece, sono stati interamente dedicati al gioco, all’esplorazione, alle osservazioni con binocolo e alla socializzazione con altri escursionisti”. Quali le tappe? “Il Rifugio Don Barbera a 2070 metri, il Rifugio La Terza, il Balcone di Marta, presso il quale siamo scesi nel bunker militare scavato tra il 1938 e il 1940. Il viaggio è così proseguito alla volta del Rifugio Allavena a 1545 metri, per poi seguire il sentiero che costeggia la diga del Lago Tenarda e trascorrere l’ultima notte al Rifugio Gola di Gouta. Durante il viaggio abbiamo conosciuto persone, incontrato mucche al pascolo e apprezzata la natura nelle sue diverse forme ed espressioni. Arrivati a Pigna, ci siamo imbattuti nel biker e ciclocrossista slovacco Peter Sagan. Raggiunta Ventimiglia, infine, siamo tornati a Limone Piemonte via rotaia”. Come ha vissuto il piccolo Ercole quest’avventura? “Con entusiasmo e curiosità. È stato davvero molto bravo. Rientrati a casa, per giorni ha raccontato a tutti l’esperienza vissuta”. Al papà, invece, cos’ha lasciato questo viaggio? “È stata una sensazione di libertà condivisa. Il nostro rapporto, già privilegiato, si è ulteriormente rafforzato. Inoltre, ho compreso che, almeno per il prossimi 15 anni, avrò un compagno speciale di viaggio e avventura”. Avete, dunque, già pianificato la prossima destinazione? “Mi piacerebbe raggiungere Rotterdam, percorrendo parte della ciclabile del Reno. Ora posso dirlo: Ercole è pronto!”.
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