Santa Scaraboula (termine gotico...) scaccia i demoni (di O. Musso)
di Olimpio Musso
«Santa Scaraboula» è il titolo di una famosa poesia di Cesare Vincobrio, pubblicata nella raccolta "Quadrett e Tipi Mounfrinn" del 1926 (conservo un prezioso esemplare dell'edizione originale con dedica autografa dell'Autore "All'illustre amico carissimo prof. Giuseppe Ottolenghi Preside"). La "santa moudesta", come la definisce il nostro grande poeta dialettale, "nun al la célebra gnanca'ns al calendari". Dopo aver fatto il panegirico della santa, a p. 220 il poeta in veste di studioso fa la seguente nota:« Scaraboula è nome immaginario. "Per santa Scaraboula" (o Scarabola, ndr.) nel dialetto monferrino vale: per vero miracolo, per fortunata combinazione.» Sono stati fatti diversi tentativi, anche recentemente, di svelare il mistero che circonda questa santa immaginaria, ma dotata di un potere straordinario, superiore a quello degli stessi santi canonici. Sulle soluzioni proposte resta, però, il dubbio.
Non avevo mai affrontato dal canto mio il problema dell'etimologia del nome della santa. La lettura di un libro di G. L. Beccaria (Sicuterat. Il latino di chi non lo sa: Bibbia e liturgia nell'italiano e nei dialetti, Milano 2002) mi ha inaspettatamente messo sulle tracce di Santa Scarabula, permettendomi di giungere ad una soluzione nuova dell'ostico problema. Nel cap. 18, intitolato «Battere i giudei», l'autore parla dell'uso di suonare la raganella durante la Settimana Santa allo scopo di spaventare i demoni, che si credevano padroni del mondo in quanto Cristo era morto, ed evitare che facessero del male all'inerme popolo dei cristiani. Queste percussioni erano di vario tipo ed erano diffuse in tutta Italia e in altri paesi d'Europa (Francia,Catalogna ecc.). Le si designavano con vari nomi.
Tra i termini che il Beccaria cita, ce n'erano alcuni che destarono il mio interesse e sono tarabàcula (Piemonte meridionale e Liguria), sgiaràtula (Istria), scaràsula (Goriziano). La straordinaria somiglianza con scaràbula è evidente. Mi chiesi allora se il termine casalese e monferrino (ma Santa Scaràmbula o Scaràmpula era invocata anche a Gattinara,come mi informa Arturo Gibellino) potesse pure significare raganella. Ora, pensiamo all'Ufficio delle tenebre, che viene così definito dal Dizionario Utet del Battaglia (GDLI, vol. XX p.867) : "funzione cattolica celebrata alla vigilia degli ultimi tre giorni della Settimana Santa prima del 1955 (quando venne abolito con la riforma della liturgia) in cui si cantavano i mattutini,si spegnevano lentamente quindici candele,disposte sul candeliere a triangolo,e si produceva rumore con delle bacchette o delle raganelle fino al calar della notte". Se a proteggere dall'estremo pericolo che la gente correva in quei giorni c'era solo la raganella, questa meritò di essere santificata. Ora, a Casale la raganella si chiama cantarann-a (in altre città si chiamava in vari modi: a Gattinara,come mi informa sempre Arturo Gibellino, fedele custode delle memorie del suo paese, ad esempio si chiamava tràp(p)ula: serviva evidentemente per intrappolare i diavoli e non permettere che queste malefiche creature entrassero in chiesa, come nel Faust di Lessing). La dimostrazione che scarabula originariamente indicava la raganella si può fare per via sillogistica: 1) termini simili a scaràsula significano raganellla; 2) scaràbula è simile a scaràsula; 3) dunque scarabula significa raganella. Il nostro termine deve essere molto antico. Lo dimostra il termine svedese skramla, che vuol dire raganella (e far fracasso): harskramla è la raganella che serviva a tenere lontana la lepre (har)
Il termine svedese rimanda alla lingua dei Goti. Perciò dobbiamo considerare scarabula un antico termine gotico, come dimostrano anche altri paralleli toponomastici ed onomastici svedesi - italiani (che risparmio a san Lettore). La santificazione avvenne in Monferrato e nel Vercellese (Gattinara) durante il Medioevo in occasione dei rituali della Settimana Santa: scarabula divenne Santa Scarabula (o Scarabola) e si perdette, come spesso succede nella millenaria e imperscrutabile storia delle lingue, il significato originario del termine.
Olimpio Musso
FOTO. La Santa che con la raganella scaccia il diavolo (china di Laura Rossi) e, sotto, harskramla, la raganella svedese