Fubine: bottiglia incendiaria contro uno studio dentistico
di a.m.b./p.l.r.
Attentato incendiario nella notte tra giovedì e venerdì in un noto studio dentistico di Fubine. Il rogo di natura dolosa ha danneggiato lo studio dentistico di via Porro di cui, dal 2011, è titolare il dott. Marco Bertolotti. Al piano superiore dell’edificio si trova l’abitazione del dentista Giuseppe Deregibus che opera in veste di libero professionista come collaboratore per la parte chirurgica e impiantistica. Il padre, Carlo Deregibus, aveva uno studio dentistico in paese.
Nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26 aprile una bottiglia di plastica con liquido infiammabile (benzina) è stata collocata davanti alla porta d’ingresso dello studio.
Lo scoppio, molto forte, aveva fatto pensare in un primo momento ad una molotov: è saltato un pezzo della porta blindata che dà nella sala d’attesa anche se l’incendio ha danneggiato di più lo studio, posto a fianco della sala d’attesa stessa.
La deflagrazione, scoppiata nel cuore della notte, ha immediatamente svegliato Deregibus che abita nell’appartamento al primo piano dello stabile dove si trova lo studio ma, lo stesso, non ha intravisto nulla e nessuno. Un botto assordante che ha mandato in frantumi i vetri.
Lo stesso Deregibus ha gettato secchi d’acqua nel tentativo di spegnere le fiamme che avevano intaccato il portoncino blindato. La moglie, nel frattempo, ha cercato di spegnere il rogo che hanno invaso un termoconvettore. Tuttavia, a causa del fumo molto denso, non ha potuto resistere a lungo e ha dovuto uscire.
Ora sono in corso le indagini da parte dei Carabinieri sulla base dei rilievi effettuati dai Vigili del Fuoco accorsi per spegnere l’incendio i quali hanno rinvenuto la bottiglia che conteneva il liquido incendiario e l’hanno consegnata ai militari. Alcuni vicini, durante l’ora dello scoppio, affermano di aver udito il rumore di un’auto. Lo studio dentistico riaprirà lunedì 6 maggio, dopo aver effettuato i necessari lavori di ristrutturazione dei locali e di ripristino delle attrezzature mediche. Le indagini dei Carabinieri sono indirizzate in più direzioni: i militari dell’Arma stanno esaminando tracce e indizi anche se il movente non semplice da individuare in quanto non sono state minacce. Non si disdegna nemmeno l’ipotesi del paziente scontento. Giuseppe Deregibus, anni addietro, fu vittima di un tentativo di estorsione da parte un collaboratore dello studio. Ma quella si trattava di un’altra storia.