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Le lettere di D'Annunzio al recordman Cassinelli

Sabato 4 giugno alle ore 10 la via che collega piazzale Aeronautica a via Rosselli sarà intitolata ‘‘viale pedonale Generale Brigata Aerea Guglielmo Cassinelli’’. Cassinelli, medaglia d’argento al valor militare durante la Prima Guerra Mondiale (pilota nella 6° Squadriglia del «Battaglione Aviatori»), vince a Zurigo nel 1932 la coppa internazionale “Dal Molin” raggiungendo i 346 chilometri orari e passa alla storia dell’aviazione quando l’8 ottobre 1933 a bordo di un Macchi Castoldi 72 raggiunge i 629,37 chilometri orari: record mondiale di velocità. Ha fatto parte e comandato il famoso Reparto Alta Velocità di Desenzano (RAV). :‘‘Una mattina di settembre del 1933 al porto di Fano un ragazzo di 16 anni, con gli occhi sgranati per la meraviglia, assiste all’ingresso di due pescherecci che portano al traino una singolare «preda»: un bellissimo idrovolante rosso fuoco, costretto ad ammarare per un’avaria mentre tentava di battere un record. Era decollato dall’idroscalo di Ancona, pilotato dal tenente colonnello Guglielmo Cassinelli, e puntava dritto su Pesaro quando, per la rottura di un tirante, era stato costretto a scendere alla foce del Metauro. Ci avrebbe riprovato, ma questa volta con successo, un paio di settimane dopo. E la sera dell’8 ottobre il ministero dell’Aeronautica poteva comunicare ufficialmente che quel giorno tra Pesaro e Falconara era stato battuto il primato di velocità per idrovolanti sui 100 chilometri: l’inglese Boothman li aveva percorsi alla media di 551,800 km all’ora, Cassinelli ai 629,370”. Così scriveva Fabio Fattore su “Il Messaggero” (edizione di Pesaro) il 10 novembre 2009, ricordando l’incidente tecnico all’idrovolante del pilota casalese. E poco dopo aggiungeva: “Il ragazzino che aveva assistito ai due tentativi, di cui il secondo sotto gli occhi di una «folla festante, incredibilmente numerosa» che si «assiepava lungo le spiagge, sui moli dei porti e sui lungomari dei centri balneari di Pesaro, Fano, Marotta, Senigallia e Marzocca, acclamando il rapido passaggio della rossa meteora», si chiamava Valfredo Fradeani ed era nato a Fano nel 1917. Da grande sarebbe diventato un pilota anche lui: avrebbe combattuto durante la Seconda guerra mondiale nel Mediterraneo e in Africa settentrionale e in seguito, con il grado di colonnello, avrebbe comandato l’aeroporto di Falconara”. Nato a Casale il 31 gennaio 1897, Guglielmo Cassinelli appena ottenuto il diploma di ragioniere, partì diciottenne come volontario per la guerra, dove fu ferito e decorato. Conseguito il brevetto di pilota, fu scelto da Ferrarin per il raid Torino - Bruxelles - Parigi - Londra - Parigi - Torino, portato a termine brillantemente dal 30 aprile al 30 maggio 1925. L’anno dopo vinse la “Coppa di Ferro”, messa in palio tra i piloti del 13° stormo: era un segno preciso che il suo destino era quello di entrare nel Reparto di Alta Velocità (RAV) di Desenzano del Garda (luglio 1930), come allievo del 2° corso per piloti nella specialità dell’idrocorsa. Intanto nell’estate del 1932 aveva vinto a Zurigo la “Coppa internazionale di velocità Dal Molin”, raggiungendo i 346 chilometri orari su un Fiat CR 20 e poco dopo otteneva il primato di velocità di velocità assoluta sui 100 chilometri conquistato con il favoloso idrovolante Macchi MC 72. Partecipò alla guerra di Spagna, poi con il grado di Generale di Brigata Aerea alla campagna d’Albania e in Africa Settentrionale. Infine assunse il comando del centro sperimentale di Guidonia, dove si collaudavano nuovi aerei. Riammesso nel 1947 nei ruoli dell’Aeronautica Militare, morì a Casale il 3 ottobre 1962. Tra i suoi meriti la collaborazione alla rinascita dell’Aereo Club Palli. Le lettere di D'Annunzio in un archivio familiare da riscoprire Un ‘‘viaggio’’ che per una volta si può fare a piedi. Siamo in un attico di via Vigliani a casa Capra-Mascolo. Ci riceve Simonetta, nipote del generale Guglielmo Cassinelli con il marito avv. Carlo Capra. Un po’ di genealogia. Guglielmo faceva parte di una famiglia numerosa, sette fratelli, rimasti orfani molto presto; probabilmente gli avi erano originari di Lu. Guglielmo sposa Luigia Ubertazzi, hanno una sola figlia Pucci, sposata con il radiologo Beppe Mascolo, da loro Simonetta; la stirpe continua con Emanuele. Scopriamo una curiosità: Mascolo era medico di aviazione proprio sotto il comando di Cassinelli. Siamo in un piccolo Museo di famiglia. Il nucleo prezioso è un gruppo di lettere inedite di Gabriele D’Annunzio ammiratore del recordman e sempre grande fan del mondo aviatorio; in una missiva si chiede ad esempio come far giungere un regalo a Francesco Agello, altro recordman, amico di Cassinelli, che si sposava in Crema. Alle missive acclusi piccoli o grandi doni come sacchetti della terra d’Abruzzo o una piantana in bronzo che fa ancora bella mostra nel salone dei nostri anfitrioni. Sfogliamo i libretti di volo, in quelli rimasti emerge una attività frenetica di un grande pilota. La nipote ci racconta che a Torino alla presentazione del Fiat G91 il capo collaudatore gli offrì i comandi del jet e in poco tempo si impadronì di tutto il velivolo... Gli album fotografici sono una miniera. Iniziano dalla prima Guerra mondiale all’XI Gruppo aeroplani (luglio 1918), passano a Cameri nel 1922, poi la storica parentesi di Desenzano alla scuola di alta velocità comandata prima dal col. Bernasconi poi dallo stesso Cassinelli. Una storia che figura in tutti i libri di aereonatica con voli al limite delle condizioni sia delle macchine che dei piloti. Una scuola che ha avuto massimi riconoscimenti, nelle foto vediamo ad esempio il maresciallo d’Italia Italo Balbo con lo scienziato Augusto Piccard, o con Agello e Renato Donati, due altri recordman, il primo di velocità e il secondo di altezza (14.333 metri a Montecelio nel 1934). Il primo ministro Mussolini nel consegnargli una medaglia d’oro per il record ne uscì con un’altra battuta rimasta famosa: ‘‘E’ un po’ poco per quello che ha fatto’’. Vediamo una chicca rarissima: la spilla-brevetto della Regia Aeronautica riservata ai piloti che lo avevano conseguito alla “Scuola Alta Velocita’” di Desenzano nei quattro “Corsi Velocisti” effettuatisi dal 1928 al 1936 e dovevano anche aver superato i 600 Km/h in volo orizzontale; simbolicamente decoriamo con la spilla la foto ufficiale di Cassinelli. Altra sorpresa un album (20 ottobre 1933) che è stato donato al generale in occasione dei festeggiamenti casalesi dopo il record. Contiene le congratulazioni di personaggi famosi (ad esempio il generale Ugo Cavallero) e le firme sia di famiglie importanti che di semplici cittadini fino ai bambini delle scuole elementari. Nei ritagli di giornale troviamo la notizia dei funerali (giovedì 4 ottobre 1962) dove leggiamo anche che era stato nel dopoguerra consigliere comunale. Rendeva gli onori militari un picchetto del XI Casale e la città veniva ‘‘sorvolata da alcuni aerei a bassa quota’’.