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Giovedì 24 giugno
Si presenta "Vite!" il docufilm sui Paesaggi Vitivinicoli Unesco
Protagonisti anche gli infernot monferrini
Giovedì 24 giugno alle ore 21 a Barolo, al WIMU (il Museo del Vino), verrà proiettato per la prima volta su maxi schermo “Vite!”, il docufilm che racconta i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, tra i tesori italiani Patrimonio dell’Umanità.
Spiegano dall'associazione: «L’opera (65 minuti di film in HD, con una versione sottotitolata in inglese) è un tassello del Progetto Memoria e Tradizioni delle Vigne, realizzato con i fondi del MIBACT, “grazie al quale sono state raccolte e archiviate immagini e video testimonianze della cultura del vino, esperienze di vita e di lavoro di coloro che quotidianamente sono in campo per custodire e tramandare la cultura dei paesaggi vitivinicoli, patrimonio immateriale dell’Umanità”, commenta Gianfranco Comaschi, presidente dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, ente gestore del sito».
L’evento cade a ridosso del settimo compleanno del 50° sito Unesco ed è la prima presentazione ufficiale del film lanciato su YouTube lo scorso anno, durante il primo lockdown: «Finalmente dopo le lunghe e faticose restrizioni a cui ci ha costretto la pandemia potremo condividere la proiezione con il pubblico in presenza – commenta il direttore Roberto Cerrato - avremo con noi il regista e tutti i protagonisti del film, uomini e donne testimoni della storia e delle tradizioni hanno reso possibile il riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità».
«Girato nell’arco di due anni, assecondando il ritmo immutabile delle stagioni, il film segue, ritratti nella loro quotidianità, potatori, vignaioli, bottai, mastri cantinieri, giovani studenti della scuola enologica di Alba, storici, ricercatori. Un viaggio epico attraverso le colline e i paesi che punteggiano l’area del Sud Piemonte, inserita nel 2014 nella World Heritage List dell’Unesco. Vendemmie, feste e giochi popolari, architetture rurali, cantine avveniristiche accanto a ciabot e infernot: le immagini compongono un mosaico variegato e complesso, così come complesso è il tessuto socio-economico e culturale che anima uno dei distretti enologici più prestigiosi al mondo».
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