Articolo »

Privatizzazione Acquedotto: legge «incostituzionale e ricattatoria»

«Incostituzionale e ricattatoria». Così appare agli occhi del presidente del Consorzio dei Comuni per l’Acquedotto del Monferrato Aldo Quilico la nuova legge sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali della quale si attende in questi giorni l’approvazione del regolamento definitivo: «Rischiamo di essere vittima di un vero e proprio accanimento – afferma Quilico - nonostante il Consorzio abbia superato l’esame dell’Autorità di Vigilanza e nonostante le tariffe che riusciamo ad offrire nei 101 Comuni serviti e gli ingenti investimenti già realizzati e in previsione a beneficio della rete acquedottistica monferrina». La legge sulla privatizzazione che potrebbe obbligare l’ente ad effettuare una privatizzazione, almeno per il 40% del capitale, entro la fine del 2011. Sulla questione il Consorzio ha stilato una memoria: «Sono i dati di quello che è stato fatto ovvero oltre 37 milioni di euro investiti in sei anni di gestione nonostante le difficoltà legate al consumo medio pro capite molto basso (94 metri cubi all’anno rispetto ai 180 metri cubi per abitante a livello nazionale) e alla necessità di ridurre le perdite dovute alla rete in cattivo stato ereditata dalla concessionaria». Secondo le interpretazioni del Consorzio la legge «potrebbe comportare alcuni rischi sulle tariffe, non prevedendo l’obbligo di mantenimento dei livelli attuali e non prevedendo a quanto sembra ad oggi, le tutele sui nostri impiegati nel passaggio al privato. Inoltre in caso di privatizzazione le decisioni verranno svincolate dai Comuni e potrebbero essere legate ai ricavi. Nel caso del servizio idrico, tale eventualità va anche contro ai principi della Comunità Europea». Ora l’attenzione è tutta rivolta verso il regolamento definitivo: «I nostri consulenti – aggiunge Quilico - ravvisano gli estremi per avere una deroga a tale legge in quanto lo stesso comma 3 dell’articolo 15 relativo alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica prevede un diverso trattamento per situazioni eccezionali a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento ed è questo certamente il nostro caso». E durante l’assemblea di martedì scorso i sindaci del Consorzio hanno anche condiviso la battaglia del presidente per la tutela dal rischio di contaminazioni dell’acqua proveniente da Cascina Giarrea di Saluggia. «Lo Stato dovrebbe tutelarci ma non solo non abbiamo visto neppure un euro delle compensazioni andate agli enti locali per la questione “nucleare”: finora non abbiamo neppure ricevuto notizia da Roma sull’eventualità di poter ottenere prestiti per i monitoraggi».

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Federico Nardi

Federico Nardi
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!