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Cerimonia al Mazzone

«Medico che vive il vangelo»: Pino Di Menza è commendatore pontificio

Il Vaticano gli ha concesso "motu proprio" la commenda anziché il semplice cavalierato

«Una persona che sa farsi fratello, capace di vivere senza riserve, che cerca di guarire le ferite con la vicinanza e l’amore fraterno». Con queste parole, suor Michelle Rolland, superiora delle Figlie di Nostra Signora di Lourdes, ha descritto il dottor Pino Di Menza, il medico fubinese fondatore de “L’Abbraccio”, la onlus che dal 2004 opera in Benin e che, negli anni, ha dato vita a un ospedale pediatrico, una scuola e un’azienda agricola a Sokpontà: «In questi ultimi hanni - ha detto sempre suor Rolland - “L’Abbraccio” ha fatto miracoli». 

Mercoledì pomeriggio, Di Menza, proprio nel salone dell’Istituto Mazzone della congregazione casalese che ospita tante suore beninesi, è stato insignito dell’onorificenza pontificia di “commendatore dell’ordine equestre di san Silvestro papa”.

In realtà, la Diocesi, come ha spiegato il cav. di Gran Croce Adolfo Zanatta, aveva proposto al Vaticano il conferimento del cavalierato, il primo grado delle onorificenze papali, ma Roma, alla luce dell’operato del dottor Di Menza, ha deciso motu proprio di insignirlo del grado successivo di commendatore: «Ancora c’è tanto bisogno per chi in Benin si gloria del tuo nome», ha detto il presidente dei decorati pontifici della Diocesi.

Il cancelliere can. Davide Mussone, dopo aver spiegato che l’onorificenza è «segno di apprezzamento e riconoscenza per il servizio prestato da questo illustre ed apprezzato medico cattolico» e illustrato brevemente il profilo di Di Menza (medico di famiglia a Fubine dal 1977 e poi missionario in Benin con “L’Abbraccio”), ha letto solennemente la proclamazione del segretario di Stato vaticano card. Pietro Parolin a nome del papa Francesco. 

«Assiduo alle varie celebrazioni parrocchiali - ha proseguito il cancelliere Mussone - è stato uno dei promotori del gruppo biblico parrocchiale e poi tutti i progetti legati a Fubine e al territorio limitrofo in aiuto ai più deboli».

Il vescovo Gianni Sacchi ha elogiato l’operato del medico: «Pino da tanti anni ha messo in pratica il vangelo e le onorificenze non sono patacche: dietro c’è una vita, una vita per la chiesa, per il mondo, per chi ha bisogno. Questa è una onorificenza vera e autentica».

Dopo essere stato vestito del nastro di seta dalle cinque bande rosse e nere con appesa la croce dell’ordine, Di Menza ha rivolto alcuni ringraziamenti: «“L’Abbraccio” è un mosaico di innumerevoli tessere, piccole e grandi: se ne mancasse anche solo una il mosaico non sarebbe compiuto. La mia tessera ha la stessa importanza di tutte le altre».

Tra i presenti alla cerimonia anche il sindaco di Fubine on. Lino Pettazzi e il parroco don Macaire Amekuse.


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Barbara Corino

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