Musica e vino si riconferma un connubio amato dai monferrini, che, nel weekend, hanno assistito ai primi concerti del festival «Bacco & Bach», organizzato dall’accademia Le Muse. Tra le tante e curiose novità di quest’anno, la prima ha riscosso subito interesse e un buon successo: il «Concerto in vigna» di venerdì pomeriggio alla Cà San Sebastiano, di Camino.
Un’anteprima del festival ben riuscita e gradita dalla trentina di spettatori che hanno seguito l’esibizione di Gianluca Campi, il «Paganini» della fisarmonica. «È stato magico - hanno commentato entusiaste le organizzatrici della kermesse Ima Ganora e Valentina Fichelett - voleva essere un esperimento ed è ben riuscito. Il prossimo anno proporremo più appuntamenti del genere».
L’apertura vera e propria
La tappa d’apertura del festival è stata invece sabato sera, al Teatro delle Muse di Terruggia, una location scelta non a caso per dare il via alla rassegna: «Terruggia è uno dei Comuni che ci ha sempre sostenuto», è il ringraziamento delle organizzatrici. «Fin dalla prima edizione del festival - ha confermato il sindaco Giovanni Bellistri - ho pensato che unire due forme d’arte come musica e vino fosse una buona idea. È la terza volta in tre edizioni che ospitiamo Bacco & Bach, e mi auguro che la tradizione possa durare a lungo».
Sul palco del teatro si è esibito il quartetto di archi composto dai violinisti Daniel Fradkin, Polina Babinkova, Daria Maglevanaya e dal violoncellista Dimitri Sokolov, eseguendo il Quartetto per Archi di Bazzini, il Trio per archi di Boccherini e il quartetto per archi di Mozart.
Ad accompagnare il concerto, la degustazione del vino Primo Bianco, di Cascina Faletta, di Casale.
Domenica sera, successo di pubblico a Palazzo Vitta, a Casale, sede dell’accademia Le Muse, dove il coro Ars Cantica e l’ensemble Anima Mundi hanno interpretato «Il festino di Banchieri», un madrigale seicentesco che in Italia viene raramente proposto, ma che i casalesi hanno potuto apprezzare grazie al maestro Marco Berrini, che ha diretto l’opera.
Il Festino di Adriano Banchieri, bolognese, è uno dei primi madrigali rappresentativi del Seicento.
Ispirato alle situazioni della commedia dell’arte, ne incarna lo spirito popolaresco e un po’ grottesco.
Mescolanza di canto e recitazione, fusione fra parodia e raffinatezza compositiva, nel Festino si incontrano colorite liriche di Rinuccini (il librettista di Monteverdi), buffi dialoghi in veneziano, popolaresche grida da mercato bolognese; nel beffarsi di molti linguaggi musicali allora in voga, Banchieri ci presenta, fra le tante invenzioni, un’imitazione di animali che improvvisano un «contrappunto bestiale» su un «cantus firmus».
Il vino offerto è stato il San Vas, Grignolino del Monferrato Casalese Doc, dell’Azienda Agricola la Bottazza, presentato da Giorgio Leporati. Felici le organizzatrici, sia per il consenso del pubblico che per l’alto livello della performance: «Siamo state fiere di poter presentare una delle particolarità del festival proprio a Palazzo Vitta, sede dell’Accademia Le Muse. Il pubblico si è divertito e ha applaudito lungamente la straordinaria esibizione del Maestro Berrini con Ars Cantica e Anima Mundi», dicono Fichelett e Ganora.
Durante le serate, il vino è stato servito dai sommelier della Confraternita dei Vinattieri. Bacco & Bach ha proposto anche l’evento collaterale «Passeggiate in vigna».
Sabato pomeriggio, gli amanti del vino hanno potuto scoprire il Castello di Uviglie e la sua cantina, mentre domenica mattina è stata la volta della visita all’azienda agricola La Bottazza, di Casale.