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  • 19 marzo 2013
  • Casale Monferrato

Scoperta la banda che faceva i furti ai bancomat con la “forchetta”

Concorso in furto aggravato ed installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche e telematiche, danneggiamento, favoreggiamento. Sono i reati contestati a vario titolo ai componenti di una famiglia di origine siciliana - padre e due figli - denunciati a piede libero dai Carabinieri di Casale e dei quali sono state rese note solo le iniziali. Si tratta di A.M., 60 anni; di sua figlia, G.G., 36 anni, entrambi residenti a Nicorvo, in provincia di Pavia, e del figlio G.G., 35 anni, abitante a Mede Lomellina. Tutti e tre sono già noti alle forze dell’ordine e la donna ha precedenti specifici. Secondo i Carabinieri della stazione di Casale il giovane uomo sarebbe l’autore materiale di una serie di furti messi a segno nel periodo a cavallo tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio, ai danni di una mezza dozzina di sportelli bancomat di istituti di credito di Casale. Nel mirino erano finite le agenzie dell’Unicredit di piazza Mazzini, di via Guazzo e di piazza Marinai d’Italia a Oltreponte; della Banca Nazionale Europea di piazza San Francesco, e del Monte dei Paschi di Siena in via Paleologi, dove i colpi erano andati a segno. In un paio di altre occasioni il furto era fallito per una serie di circostanze fortuite. La tecnica usata dai malviventi era sempre la stessa: il così detto “prelievo con la forchetta”. Nella fessura delle casse automatiche veniva inserita una sorta di forchetta metallica che bloccava le banconote del cliente nel momento in cui effettuava il prelievo. Quando questo se ne andava, oppure si recava in banca a segnalare il fatto, i ladri recuperavano il blocco metallico e con esso il denaro incastrato nella fessura. Gli investigatori dell’Arma ritengono che per accedere al lo sportello automatico della banca, venivano utilizzati bancomat appartenenti ai componenti della famiglia con i quali venivano effettuati prelievi regolari, ma di importi modesti, 20-30 euro, massimo 50. Operazione questa che consentiva di installare la “forchetta” nello sportellino per il rilascio delle banconote. Quando il cliente effettuava i prelievi, il denaro rimaneva incastrato nello sportellino; i ladri attendevano che si allontanasse, poi entravano e prendevano i soldi. Il meccanismo è stato ricostruito, dopo lunghe indagini, visionando i filmati e seguendo la traccia dei prelievi dei bancomat.