Il museo-caserma dedicato all'Arma dei Carabinieri
di Maurizio Inguaggiato
Quest’anno, per festeggiare solennemente il 90° anniversario della la festa dell’Arma dei carabinieri, Fiorenzo Bertiglia intende aprire le porte del suo museo dedicato all’Arma e permettere a tutti di apprezzare le peculiarità. La struttura si impone all’attenzione per la sua curiosa ideazione: infatti Bertiglia ha scelto di dare vita ad una vera e propria antica caserma, utilizzando un caseggiato di proprietà. Il percorso museale si snoda attraverso gli uffici, le sale di rappresentanza, le camere da letto e la cucina. Una minuziosa e accurata ricerca che è durata una vita, ma che non si può dire conclusa, ha permesso di recuperare un numero ragguardevole di divise che sono quasi tutte indossate da manichini, per dare modo di cogliere l’eleganza dei particolari e talvolta la sobria semplicità; notevole è la raccolta di documenti ottocenteschi, di stampe autentiche e di fotografie. A sorprendere il visitatore è la realistica ambientazione del materiale raccolto: in un primo ufficio un tenente colonnello, coadiuvato da un maresciallo scrivano, si intrattiene con due signore bisognose di un consiglio o di un aiuto; in un altro, un carabiniere motociclista con giaccone in pelle, casco e moto degli anni ‘50 sta accanto ad un meno fortunato collega in bicicletta. In una sala di rappresentanza è mirabile il numero di graduati convenuti con le più diverse uniformi a partire dall’800 in poi, comprese quelle risalenti al periodo coloniale. In cucina altri carabinieri sono seduti intorno ad una tavola in attesa che un cuoco in divisa di fatica serva il pranzo...
Nelle camere da letto tutti gli arredi e i suppellettili sono d’epoca e rigorosamente appartenenti all’Arma, inclusi i pettini e le confezioni di dentifricio. Tra le ultime novità è da segnalare la conclusione di un ambito progetto a lungo perseguito e che ha richiesto un’attività di ricerca capillare: il nominativo di tutti i carabinieri del circondario di Casale (circa 400), a cominciare dal primo caminese, Luigi Boetti, arruolatosi il 10 luglio 1814, tre giorni prima dell’istituzione ufficiale del Corpo dei Carabinieri Reali. Dalla seconda metà dell’800 è stato possibile recuperare le fotografie e ciò potrebbe permettere ai visitatori di riconoscere parenti ed amici. Bertiglia ha voluto dedicare anche una sala ai combattenti di Camino, a tutti coloro che hanno partecipato agli eventi bellici legati alla conquista coloniale, alla seconda guerra mondiale e alla lotta di liberazione partigiana: di ogni combattente vi è la fotografia con il nome e i dati anagrafici.
Se il fascino esercitato dalla caserma storica è indubbio, non da meno sarà la mostra di moto d’epoca che verrà realizzata nel cortile antistante. Da sempre Bertiglia coltiva l’hobby di collezionare moto, mezzi che ha saputo pazientemente restaurare ricreandone talvolta i pezzi mancanti e riportandoli all’originaria bellezza. In esposizione ci saranno Guzzi, BSA, Bianchi freccia d’oro, Lambretta, Gilera, Vespa, Iso, a partire dal 1925 fino agli Anni ‘50.