Venerdì 22 aprile, a Cereseto, si
rievoca l’Entierro, il rito della
sepoltura di Cristo tratto dalla
tradizione della Controriforma
spagnola. A partire dalle 20,30
i fedeli potranno assistere alla
celebrazione drammatica caratterizzata dalla funzione liturgica e dalla recita di composizioni poetiche dotate di un’insolita struttura metrica.
Si inizierà con la processione
con l’urna a cui farà seguito
l’Entierro in chiesa dove il testo
narrato si fonde con quellomimico musicale frutto di una
gestualità che rispecchia l’analisi antropologica dei simboli
risalenti alle rappresentazioni
iconografiche e al gusto della
Controriforma iberica, la più
barocca nei costumi, sorta in
contrapposizione allo scisma
luterano e calvinista.
I fedeli vengono in un primo momento coinvolti come spettatori nella recita dei «Misteri»
(dal latino Ministerium) da parte dei bambini del palco allestito nel presbiterio della chiesa, quindi partecipi in prima persona ai «Discurs», sermoni in versi decantati dagli
adulti che rievocano la morte
di Cristo. Vengono portati in processione i simboli della Passione composti da ventidue
bacchette custodite in sacrestia che raffigurano la spugna, la corona di spine, i chiodi, la scala, il gallo. A curare la funzione che si celebra quasi ininterrottamente a Cereseto dal 1724 è, come sempre, la Pro Loco. Agli inizi del Novecento l’urna veniva scortata da uomini armati di fucile a testimoniare la sacralità delle spoglie di Cristo. Un momento di valore antropologico, una rappresentazione davvero singolare per l’area monferrina. In Spagna, i misteri sono denominato misterios, in Francia mystère, in Gran Bretagna mystery palys.