Articolo »

Dalla Regione Piemonte

Fusione Atl Alba-Asti, l’assessore Parigi: «Maggior coinvolgimento del territorio alessandrino nell’Atl»

L'intervento dopo le polemiche e le critiche arrivate dal Monferrato Casalese

«Come Giunta regionale, fin dal primo momento del nostro mandato abbiamo messo mano al sistema delle Atl, rendendoci conto della dannosità dell’eccessivo frazionamento degli enti del turismo, uno ogni provincia. Per quanto riguarda i territori di Asti, Alessandria e Alba abbiamo auspicato da sempre la nascita di un’ente del turismo di Langhe, Roero e Monferrato, che contribuisse allo sviluppo di un’area che, sebbene suddivisa su diverse province, è sostanzialmente uniforme, anche ai fini di una migliore promozione turistica.

In un primo tempo avevamo presentato un disegno di legge in cui gli accorpamenti delle Atl fossero governati dalla Regione, ma non siamo riusciti a trovare una sintesi politica su questa proposta. Così abbiamo affrontato la questione chiarendo i compiti degli enti del turismo, e dal punto di vista promozionale, che questi lavorassero su area vasta. Nella nuova legge, approvata nel 2016, come Regione Piemonte abbiamo inoltre scelto di essere soci di minoranza, ovvero al 40%, per lasciare più spazio ai territori e ai privati» sono le parole dell’assessore regionale Antonella Parigi sulla fusione Atl Alba-Asti che nelle scorse settimane ha registrato aspre polemiche.

«In questo contesto è poi intervenuta la legge Madia, che ha imposto la necessità di accorpare alcuni degli enti del turismo. Tali fusioni, con l’attuale legge regionale, sono state quindi ipotizzate dal complesso dei soci. La scelta dei soci di Asti è stata quella di andare verso una Atl più “matura” e simile a quella astigiana, ossia quella di Alba, contribuendo alla nuova struttura con 150mila euro di tassa di soggiorno. L’Atl di Langhe Roero Alba Bra, infatti, rappresenta un esempio particolarmente virtuoso per maturità del prodotto turistico e per politiche di sviluppo portate avanti negli anni. L’ente ha un’importante partecipazione di soci privati e, allo stesso tempo, un forte impegno da parte degli enti pubblici del territorio. Alla compagine sociale, infatti, partecipano la Camera di Commercio (che finanzia l’ente con 8400 euro più ulteriori contributi per specifici progetti), ma anche le principali associazioni di categoria, in particolare l’Associazione del Commercianti Albesi che contribuisce con 33600 euro, e gli istituti bancari del territorio (Banca d’Alba, Cassa di Risparmio di Bra e l’Unione Banche Italiane), il cui contributo è complessivamente pari a 48mila euro. Sul fronte degli enti pubblici, fanno parte dell’Atl sia la Provincia di Cuneo sia numerosi Comuni, in particolare Alba e Bra, che contribuiscono il primo con  85mila euro di quote consortili e 70mila euro di imposta di soggiorno, e il secondo con 84mila di quote consortili e 45mila euro di imposta di soggiorno».

«Dalla compagine sociale di Alexala mancano invece alcuni importanti stakeholoder, sia pubblici che privati. L’attenzione da parte del territorio per lo sviluppo del turismo, infatti, ad oggi appare poco incisiva: la Provincia di Alessandria non è socia dell’Atl, mentre il contributo dei Comuni centrozona (Alessandria, Casale Monferrato, Ovada, Acqui terme, Tortona, Novi Ligure) è stato, nel 2017, di 1705 euro ciascuno. La Camera di Commercio ha contribuito, tra quota associativa e sostegno ai progetti, con 5705 euro; la Cassa di Risparmio di Alessandria con 3410 euro».

«Il nostro impegno è quello di spingere affinché ci sia fin da subito una convenzione tra l’Atl che nascerà dall’unione di Asti e Langhe-Roero e Alexala, e pensiamo che si possa ipotizzare un passaggio successivo che permetta l’ingresso anche di Alessandria. E’ necessario però che il territorio, nelle sue componenti pubbliche e private, garantisca una maggior partecipazione all’interno dell’Atl Alexala, contribuendo in modo più incisivo allo sviluppo del turismo del territorio e dimostrando di credere a quello che è un settore strategico. Quello che auspichiamo è dunque una trasformazione dell’ente che lo porti ad essere più simile all’Atl di Alba».