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‘Il PAI ci penalizza, che tipo di edilizia ci sarà a Oltreponte?’

Classe 3b3. Non sono semplici cifre ma è la sigla di riferimento dell’area che il Piano di Assetto Idrogeologico ha previsto per Oltreponte (solo la fascia di strada vecchia Vercelli è in 3b4). Per effetto di questa suddivisione, per quanto riguarda le costruzioni esistenti, non cambierà nulla: le abitazioni e i negozi al piano terra resteranno tali. Coda diversa invece per chi vorrà edificare: si potrà farlo ma solo in elevazione, sui cosiddetti ‘pilotis’ per evitare che ipotetiche piene non allaghino gli edifici. All’incontro di giovedì nella sede del quartiere (ci sono stati anche momenti di tensione) la gente ha chiesto lumi all’assessore Giampiero Farotto e al sindaco Giorgio Demezzi (erano presenti anche la presidente del Consiglio comunale Grazia Bocca e il presidente della Consulta per la Sicurezza Attilio Ricaldone) circa il futuro urbanistico di Oltreponte. Farotto ha detto che le opere eseguite hanno aumentato il livello della sicurezza ma ha anche aggiunto che il rischio legato al Po permane. Demezzi ha aggiunto che il rischio esaminato da tecnici e geologi è oggettivo, analogo a quello stabilito per recuperare le aree non utilizzate. Ma la gente vuole sapere perchè Oltreponte, confinante con Casale Popolo, è più penalizzato dal PAI: «Chi verrà, con questa classificazione restrittiva che blocca lo sviluppo ad investire qui? - ha detto l’ex presidente del quartiere Franco Zambrino - c’è una svalutazione del patrimonio immobiliare quantificabile in 50 milioni. Solo aree verdi e scuole potranno essere insediate». Scettico anche Fabrizio Mandracchia, Movimento Patto con i Cittadini: «Non c’è lavoro, chi verrà ad Oltreponte?». Massimo De Bernardi, Nuove Frontiere e membro del Comitato Sì amo Oltreponte, ha criticato lo studio del PAI «inadeguato che non tiene conto dei lavori, i piloni del ponte non sono esatti, la traversa di Trino è stata abbattuta nel 2006. C’è poi la ferrovia che ostruisce e fa da imbuto all’acqua»». Le repliche sono state affidate al geologo Stefano Sardini: «Studio inadeguato? No, è aggiornato. La classificazione analizza la criticità idraulica del Po e dei rii minori tenendo conto del pericolo e del rischio che i fenomeni si ripresentino». L’ing. Roberto Martinotti, dirigente dell’Assessorato all’Urbanistica, ha detto: «Casale Popolo ha una classe meno penalizzante perchè ha avuto un livello di piena più basso con un battente idraulico inferiore. E questo nonostante abbia subito, a differenza di Oltreponte, due alluvioni». Giuseppe Iurato, consigliere comunale del PD residente a Oltreponte, dopo aver detto di aver votato a favore del PAI schierandosi con l’Amministrazione, ha sottolineato l’importanza di queste direttive regionali per lo sviluppo del quartiere. «E’ la Regione che dice come fare e non il Comune, poi ci sono le osservazioni che andranno presentate prima dell’approvazione definitiva». Poi, la stoccata: «Sono stati spesi bene 45 milioni per le opere di sicurezza, ma il Po va dragato, peccato che ad impedirlo siano gli ambientalisti. Un tempo, davanti alla Canottieri, c’erano 5-6 metri di profondità del fiume, adesso c’è un isolotto». Saro Miceli ha insistito sulle domande ai tecnici: «Perchè la parte in salita del quartiere dove la piena non è arrivata ha la stessa classe della parte in basso? Perchè non si possono costruire un garage o un bagno al piano terra? ». «Le nuove costruzioni - è stata la risposta - devono rispettare le norme edilizie, ma si tratta di un’altra materia che è diversa dal PAI. Se non c’è la cubatura, non è possibile costruire».

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Barbara Marini

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