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  • 04 marzo 2011
  • Casale Monferrato

Commercio casalese sotto l'assedio della grande distribuzione? Le associazioni di categoria scrivono a Cota e Filippi

Una antica stampa che riproduce la Cittadella di Casale e - intorno - l’«assedio della grande distribuzione» con una lunga lista di nomi di grandi gruppi commerciali che sono già presenti o potrebbero insediarsi in città e nelle immediate vicinanze. È il grido d’allarme dei commercianti del centro storico contenuto in una lunga lettera inviata ai presidenti della Regione Roberto Cota e della Provincia Paolo Filippi e - per conoscenza - al sindaco di Casale Giorgio Demezzi e agli assessori Ettore Bellingeri e Augusto Pizzamiglio e ai giornali. Lettera sottoscritta dai rappresentanti di Libera Artigiani, Confesercenti, Casale c’è, Unione Artigiani e Unione Commercianti. Un documento duro che si conclude con una frase che mira a essere incisiva: «Casale Monferrato dopo secoli è assediata nuovamente; questa volta da un esercito esterno che detiene il potere economico finanziario, e questa volta non vinceremo perché all’interno delle nostre mura troppi traditori hanno interessi occulti con i nemici della città». Chi sono i traditori? La lettera non lo specifica. Metri quadrati e popolazione Fornisce invece dati sulla popolazione in rapporto alla superficie commerciale. «Anno 2005: popolazione residente 36.459; superficie di vendita della media e grande distribuzione 24,223 mq. «Anno 2009: popolazione residente 36.042; superficie di vendita della media e grande distribuzione 33.291 mq. «A noi sembrano dati più che eloquenti: nell’arco di 4 anni a fronte di una diminuzione della popolazione di 417 unità l’incremento della superficie della grande distribuzione è stato di 9.068 mq». Il programma dei sindaco La lettera a Cota e Filippi si apre con una valutazione sulle aspettative del settore legate al cambio di maggioranza alla guida della città e con la citazione di uno stralcio del programma del sindaco Demezzi «pienamente condiviso» - si sottolinea - dalla categoria. Programma in cui si afferma che «a causa dell’insediamento avvenuto negli ultimi anni di attività della media e grande distribuzione senza che sia stata avviata una corretta e approfondita valutazione dell’impatto che queste attività potevano avere sulla rete commerciale esistente e sul territorio urbano, la situazione per gli esercizi di vicinato è peggiorata con un numero sempre crescente di saracinesche abbassate. Deve essere riconosciuto l’importante ruolo svolto dalle attività commerciali che, congiuntamente all’attività propria, intrinsecamente svolgono un insostituibile ruolo di presidio del territorio urbano come vere e proprie sentinelle ad argine del degrado sociale ed economico urbano». Promesse disattese dai fatti, affermano i commercianti, già a fine 2009. Commercianti divisi? Una questione che avrebbe causato forti reazioni anche tra i commercianti, al punto che - secondo indiscrezioni - alcuni esercenti, attivisti del Pdl, avrebbero deciso di abbandonare le associazioni di categoria in segno di dissenso. Ettore Bellingeri, assessore all’Urbanistica, preferisce non esprimersi anche se ritiene pesanti i toni della lettera e si limita a dire che in giunta si è anche discusso di «possibili azioni legali», mentre l’assessore al Commercio Augusto Pizzamiglio dice che gli autori della lettera «hanno sbagliato date e destinatari» affermando che la concessione delle licenze è un «atto dovuto per delibere fatte negli anni scorsi. L’Amministrazione Demezzi non ha mai firmato delibera per la concessione di un mq di commerciale, sono diritti acquisiti di cittadini negli anni passati». E aggiunge provocatoriamente: «Chi rappresenta gli addetti del settore non sa quali sono le regole?». «Adesso governano loro» Gli replica - per la vecchia amministrazione - l’ex assessore al Commercio Enrico Scoccati: «È l’attuale giunta che ha deliberato il commerciale al Valentino, sono loro che hanno optato per il “Food” a Oltreponte e che hanno trasformato il commerciale dell’area ex Demar di piazza Castello in modo da renderlo adatto alla grande distribuzione, che prima non era prevista. «E se si andasse in porto l’operazione Palafiere la superficie commerciale della grande distribuzione raddoppierebbe.... «Ogni Amministrazione può fare la politica che vuole ma deve assumersene la responsabilità; invece questa giunta continuano a dare la “colpa” a chi c’era prima. Che stanno a fare li?». Nella foto la locandina predisposta dalle associazioni e che è stata distribuita nei negozi nei giorni scorsi

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