Articolo »

  • 28 febbraio 2012
  • Casale Monferrato

Trofeo Avis: è qui la festa?

Giunta alla 27ma edizione (20ma come trofeo Coop), questa terza prova del CP AICS 2012 si ripropone come un felice connubio di sport e solidarietà. Sensibilizzazione alla donazione del sangue e valorizzazione delle splendide colline monferrine, specialmente se resisterà questo anticipo di primavera. La gara, patrocinata dal Comune di Casale Monferrato, prenderà il via alle 9 di domenica. Il ritrovo alle 8 presso piazzale Aldo Moro (Coop di corso Valentino), 5 euro il costo dell’iscrizione. Nella scheda in pdf – di tre pagine - qui allegata trovate il variare dei dislivelli (zero è considerato corso Valentino, dunque non le quote s.l.m.) e le foto delle vedute che si godono in alcuni passaggi, nonché il volantino della gara. IL TRACCIATO E L’AMBIENTE – A grande richiesta è stato mantenuto il tracciato della passata edizione, non lunghissimo (10 km) per una prova domenicale ma molto impegnativo, tutto su asfalto; si snoda nei comuni di Casale e San Giorgio Monferrato. Il piazzale di partenza è sul lato est di Corso Valentino. Traffico bloccato dalla Polizia Municipale per 2-3 minuti, lo stretto necessario al transito del “gruppo”. Allo start gli atleti girano intorno alla Coop e percorrono l’ultimo tratto di corso Verdi; qui slalom alla rotonda del Valentino per immettersi in via Rosselli, dove la strada comincia leggermente a salire. Immissione in viale Marchino; quindi, all’altezza dell’ospedale, imbocco a destra di Strada San Giorgio, corrispondente all’inizio del tracciato collinare. In questa prima fase i colli sono affrontati di lato, a bassa quota, con leggeri ma continui sali-scendi. A sinistra, pochi metri sotto, la vista spazia sulla pianura, dal parco del nosocomio casalese fino a San Germano e, nelle giornate limpide, a San Salvatore. Primo “strappo” al terzo chilometro per superare un dislivello di 30 metri e discendere nella valle interna dove appare, seppure dal retro, il castello di San Giorgio. Incrocio con la zona industriale di Pozzo S.Evasio e, proprio quando pare un tranquillo percorso di fondo valle, ecco iniziare le “montagne russe”. In meno di due chilometri si sale di dislivello, con pendenze dell’11-12 per cento; prima, di un centinaio di metri al muretto del castello, quindi di un’altra trentina a raggiungere “La Costa”, un autentico spettacolo nelle belle giornate. All’altezza della villa color rosa che la identifica, panorama a 360 gradi con la cordiera delle Alpi e il Monte Rosa nella direzione di corsa. A destra un’apertura tra i colli libera lo sguardo fino a Valenza e ben oltre, con il Penice e l’Appennino a chiudere l’orizzonte. Rispetto alla partenza, questo è il punto massimo di dislivello (166 metri) e su questa tremenda salita lo scorso anno Alex Zulian si fece il vuoto alle spalle per poi andare a vincere in 37’17”. Meglio però non farsi distrarre dal paesaggio perché qui gli errori si pagano cari. Ripida discesa e subito risalita. Se almeno due atleti riuscissero a tenere la testa, dalla Costa fino al ritorno in città lo spettacolo sarebbe assicurato. E Casale, o almeno il quartiere Ronzone e strada Morana, bonificati da un ingombrante passato, appaiono al termine di strada Oliva. Laggiù scorre il Po, quindi Casale Popolo, Balzola, Vercelli e la pianura fino alla Valsesia. Men che meno è vietato distrarsi, altrimenti si prosegue dritto per salita S.Anna e si esce dal percorso. Invece “curva a gomito” all’incrocio. Manca poco più di un chilometro al traguardo e, al primo impatto, la sensazione è di dover affrontare una nuova salita. Pochi metri e, sulla sommità, l’impressione di trovarsi davanti al baratro (dove sulle “montagne russe” pare cadere nel vuoto e tutti urlano…) non è poi così falsa. Il quartiere Valentino è lì sotto, si “tocca”. Oltre, la pianura pavese si estende all’infinito. Doveroso essere coscienti che, in meno di 600 metri, strada San Giorgio Maglietta “precipita” con una pendenza del 14 per cento (18 nel tratto finale), recuperando un dislivello di ben 84 metri, con un paio di zig-zag mica da ridere. Un tale Ramorino da queste parti non si è mai visto, altrimenti un pronostico l’avremmo azzardato. L’ultimo mezzo chilometro, in città, ripercorre viale Marchino fino a voltare a destra in via Bligny. Al termine della medesima è posto l’arrivo, sul lato ovest di Corso Valentino, per evitare di riattraversarlo a gruppo sgranato. DI TUTTO UN PO’ – E’ stato un fine settimana dove, in provincia, causa l’annullamento di Castellazzo, alcuni atleti hanno dovuto optare per non competitive pur di non perdere il ritmo di gara. In cartello solo la staffetta di sabato a Novi, fuori campionato, vinta dal duo Di Pietro-Bertaia. Viceversa, domenica prossima grande intasamento con la prima “esplosione” di gare ovunque. Con marzo l’attività entra nel pieno. Appare più che mai condivisibile la scelta di Novella di aver anticipato Fubine, premiata in termini di partecipazione. Intanto apprendiamo che il cross di Monte Valenza è stato ufficialmente rinviato a sabato 17 marzo. E, a proposito di cross, Edmil Albertone ci comunica che, a malincuore, a Casale non potrà esserci. Sarà al Cross di Correggio (diretta ore 14,30 su Rai Sport 2). Probabilmente non gareggerà in provincia per tutto il mese di marzo. E chiudiamo con una notizia che, volendo, si potrebbe ingigantire e caricare di significati, ma ci pare più serio contenere nei limiti. A Pietra Marazzi, prima prova, Edmil Albertone si è “messo in tasca” la tessera AICS iscrivendosi come SAI Frecce Bianche, diventando così (solo per l’EPS, perché il suo club rimane il “Città di Genova”) il potenziale rivale di Daniele Novella, finora vincitore a priori del campionato provinciale per mancanza d’antagonisti. E’ un motivo d’interesse in più ma non ci costruiremo i titoloni per una ragione ben precisa. Da questa stagione non sono più 15 bensì 26 i risultati cumulabili prima di iniziare l’eventuale “abbattimento”. Atleti di questo livello non impostano una stagione su un “provinciale EPS” se la posta dell’impegno diventa troppo alta. Ci sono periodi di preparazione che richiedono scelte ben precise. Daniele stravinse nel 2011 ma corse 23 prove (8 abbattimenti); consideriamo poi che tali abbattimenti sono necessari perché certe gare “pagano” una miseria. Nelle prime prove abbiamo avuto due casi all’opposto. Il nuovo regolamento potrebbe favorire invece atleti di una fascia sotto ma stakanovisti della strada. Ecco perché Mattia Grosso (se si ripeterà sui suoi livelli) e subito dopo Diego Scabbio non partono affatto battuti.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Re Tartufo

Re Tartufo
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!