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Casorzo, al Consiglio comunale si discute di risanamento dei debiti

A Casorzo si viaggia sempre più verso l’uscita dalla situazione debitoria. Nel cuore dell’estate il consiglio comunale presieduto dal sindaco Ivana Mussa si è infatti riunito sabato scorso approvando favorevolmente l’accoglimento della proposta di acquisto da parte di alcuni privati dell’edificio storico della “Casa della Divina Provvidenza – Cottolengo”, fabbricato antico situato nel centro di Casorzo, in via Felice Bava. Il complesso era già stato individuato come bene da porre in vendita per sostenere la buona riuscita del piano di rientro dal debito con la Cassa Depositi e Prestiti, approvato nel 2006 a seguito della scoperta di presunte irregolarità contabili sulle quali si attende ancora di conoscere gli sviluppi del lavoro della magistratura. A far fronte alla difficile situazione fu dapprima l’Amministrazione guidata da Luigi Mosso, subentrata poco dopo che le presunte irregolarità erano emerse, e poi il gruppo guidato da Ivana Mussa. Dopo la vendita di due abitazioni di proprietà del Comune e situate a Torino, l’edificio del Cottolengo restava l’unico a non avere ancora un nuovo proprietario. «A suo tempo – si precisa dal Comune nel recente comunicato stampa - non avevano suscitato  alcun interesse due aste pubbliche, infruttuosamente esperite, e non si erano manifestati acquirenti, nonostante gli sforzi profusi anche dalla passata Amministrazione ed il gran numero di persone che avevano visionato l’immobile». «Come noto – continua lo scritto dal Municipio - la situazione debitoria del Comune ha imposto già da tempo un processo di tempestivo risanamento delle finanze pubbliche, particolarmente nel momento difficile attuale, in assenza di supporto significativo da parte degli Enti centrali. Alla luce dell’esigenza di addivenire in tempi brevi all’introito di somme, è parso quindi più che opportuno e doveroso da parte dell’Amministrazione Comunale accogliere l’offerta avanzata, quasi in linea con il prezzo d’asta originale, tenuto conto sia dello stagnante mercato immobiliare sul territorio nazionale, regionale e viepiù a Casorzo, sia dei lavori di manutenzione straordinaria che il vetusto fabbricato richiederebbe inevitabilmente in futuro; un’eventuale ulteriore esperimento di gara, dopo due gare infruttuose, dovrebbe ovviamente essere svolto al ribasso, non darebbe molte speranze di migliori esiti rispetto all’offerta esistente e comporterebbe invece significativi oneri finanziari e amministrativi». La proposta fatta dai nuovi acquirenti, di nazionalità straniera e residenti in parte nell’astigiano e, per la restante parte dei soci, in Spagna, ammonta a 380 mila euro, somma che, da sola, equivale all’importo di circa tre rate delle cinque che restano da pagare alla cassa Depositi e Prestiti per estinguere il piano di rientro dal debito, cosa che - si prevede - accadrà nel 2015. Una vera boccata d’ossigeno per le casse casorzesi per la quale il Consiglio ha quindi approvato all’unanimità il provvedimento. Positivi i commenti verbalizzati in aula durante l’approvazione. Il vicesindaco Roberto De Santis ha parlato di «opportunità vantaggiosa oltre che per il raggiungimento dell’obiettivo primario del risanamento economico anche per dare maggior impulso al patrimonio immobiliare del territorio», mentre il capogruppo di minoranza Marco Zatti ha espresso soddisfazione sostenuto anche dal consigliere Fabrizio Iaretti il quale auspica che «l’arrivo degli stranieri possa costituire un volano vantaggioso per una maggior conoscenza esterna del territorio».

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