Il Consiglio Regionale ha approvato lo scorso 16 giugno il “Testo Unico sulla tutela delle aree naturali e delle biodiversità” con l’obiettivo di garantire la salvaguardia delle aree naturali presenti sul territorio regionale e la tutela della biodiversità nel rispetto delle convenzioni internazionali e delle normative europee.
Diverse le azioni previste: la realizzazione della rete ecologica, attraverso l’integrazione e la regolamentazione dei Siti di Importanza Comunitaria e delle Zone di Protezione Speciale, la predisposizione delle cosiddette aree contigue quali soggetti di pianificazione integrata con il territorio circostante, la definizione dei corridoio ecologici e delle connessioni naturali. La rete ecologica regionale diventa così uno strumento di programmazione territoriale di cui le Province ed i Comuni dovranno tenere conto.
Il Testo Unico inoltre ha definito la riforma delle aree protette che si propone di ridurre, razionalizzare e riorganizzare la gestione delle aree, oggi affidata a più di trenta enti. Con questo obiettivo all’Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino sono affidati in gestione aree che già gestiva quali: la zona naturale di salvaguardia della Fascia fluviale del Po-tratto vercellese-alessandrino, la riserva naturale di Ghiaia Grande, la riserva naturale della Confluenza del Sesia e del Grana, la riserva naturale delle Sponde fluviali di Casale, la riserva naturale della Garzaia di Valenza, la riserva naturale del Boscone, la riserva naturale della Confluenza del Tanaro, la riserva naturale del Torrente Orba, la riserva naturale di Fontana Gigante e la riserva naturale della Palude di San Genuario, unitamente al Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino e alla sua zona naturale di salvaguardia.
La nuova legge prevede che i presidenti degli Enti Parchi siano nominati con decreto del presidente della Giunta regionale d’intesa e su proposta della comunità delle aree protette. Il presidente può essere nominato per un massimo di due volte. Il consiglio sarà composto dal presidente dell’ente di gestione e da sei componenti nominati con decreto del presidente della Giunta regionale di cui uno designato d’intesa dalle province interessate e cinque designati dalla comunità delle aree protette (un rappresentante indicato dalle associazioni di protezione ambientale maggiormente rappresentative in sede regionale, un rappresentante indicato dalle associazioni agricole di categoria e un rappresentante indicato dalle associazioni di categoria dell’industria, dell’artigianato e del turismo).
Esclusivamente per l’Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino e del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino è previsto un ulteriore componente del consiglio nominato dalla Partecipanza. Alla Partecipanza inoltre è affidata, mediante stipula di apposita convenzione, la gestione del Bosco.