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Moncalvo
Arriva il commissario straordinario alla casa di riposo "Gavello"
La nomina della Regione dopo le dimissioni del Cda
È Pietro Bertana, casalese, il nuovo commissario straordinario nominato dalla Regione Piemonte per gestire la difficile fase di transizione della Casa di Riposo “Gavello” di Moncalvo.
Un incarico di 6 mesi durante i quali il commissario dovrà mettere mano all’amministrazione del pensionato, che oggi conta 35 degenti su circa 50 posti letto, in seguito alle dimissioni del Consiglio di amministrazione della Fondazione che presiede la Casa di riposo, avvenute lo scorso 25 agosto.
“La nomina del commissario è una pietra miliare del processo di salvezza della struttura. Questa amministrazione crede fermamente nelle potenzialità della Casa di Riposo Gavello e nel ruolo strategico che ricopre per l’economia e il tessuto sociale moncalvese. Il commissario individuato ha il giusto profilo e le giuste esperienze per condurre le trattative necessarie e traghettare la struttura verso una nuova era. A lui vanno i migliori auguri di buon lavoro, fermo restando la massima disponibilità a collaborare per la salvaguardia dell’ente”, commenta soddisfatto il sindaco Christian Orecchia a cui si aggiungono gli auguri di buon lavoro da parte del vicesindaco Andrea Giroldo: “Congratulazioni per la nomina al dottor Bertana, il suo sarà un lavoro arduo e complesso. Può contare completamente sul sostegno del Comune per quanto di competenza, il Gavello deve essere salvato a ogni costo”.
Un lavoro difficile, come si legge nella delibera della Giunta regionale pubblicata il 30 ottobre, in cui viene messo nero su bianco in cosa consiste il mandato del commissario che arriva in una struttura in cui “la perdita di esercizio per l’anno 2019 (risultante dal Bilancio della Fondazione aprile-dicembre 2019) è pari a 157.234 euro”.
“Ad evitare che passi un messaggio impreciso e si generino attese al momento eccessive e troppo ottimistiche, ritengo opportuno precisare i termini del mandato ricevuto da Regione Piemonte" Questo il commento, scevro da polemiche, di Pietro Bertana in riferimento alle dichiarazioni degli amministratori moncalvesi. “È opportuno precisare che il ruolo di Commissario non prevede solo una funzione salvifica. Lo spirito e la volontà sono naturalmente quelli di fare il massimo possibile per salvare la Casa di riposo, ma se il primo obiettivo è quello della tutela delle prestazioni in favore degli ospiti, a ciò deve seguire la attenta ricostruzione delle risultanze economiche e patrimoniali per la valutazione dei presupposti di prosecuzione della attività con eventuale proposta di linee e modalità operative per il recupero del riequilibrio gestionale. Peraltro, in assenza di dette positive e auspicabili condizioni, il mandato prevede che il Commissario proponga istanza di liquidazione a bloccare la ulteriore dispersione di risorse”.
Una situazione resa ancora più difficile dall’emergenza sanitaria e che ha generato negli ospiti e nei parenti grande preoccupazione. Per questo nei mesi scorsi il Cda, presieduto da Stefania Baldovino, aveva inviato una lettera ai familiari dei degenti per “fare chiarezza sui reali motivi che hanno portato alla sofferta e dolorosa decisione di rassegnare le dimissioni”. Nella lettera ai parenti, tra le altre cose, si legge che “in questi mesi sono state contattate varie cooperative e intraprese con loro molte trattative, purtroppo però la critica situazione economica ha fatto sì che nessuna contrattazione andasse a buon fine”. Per questi motivi il consiglio di amministrazione ha deciso, a malincuore, di rassegnare l’incarico nella speranza di sbloccare la situazione e arrivare a una definizione definitiva della situazione con l’unico scopo di preservare la struttura, gli ospiti e il personale.
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