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Come risolvere il problema dei piccioni nel centro di Casale Monferrato?

Per risolvere, almeno in buona parte, il problema dei piccioni che invadono la chiesa di San Pietro, in via Paleologi, basterebbero 3mila euro. Da qualche mese, come ci avevano segnalato i residenti della zona, la chiesa è diventata un hotel per piccioni, che soggiornano indisturbati su capitelli e cornicioni, lasciando maleodoranti strati di guano, arrivato ormai a diversi centimetri di spessore. Gli abitanti di via Volpi e via Paleologi con l’Asl di Casale avevano denunciato la situazione di rischio per la salute. Per legge, a dover intervenire è il proprietario della struttura, ovvero, per la chiesa di San Pietro, a Confraternita dei Santi Pietro e Paolo. Abbiamo contattato il consigliere d’amministrazione della confraternita, Pietro Caire, che ci ha spiegato: «Quindici anni fa avevamo fatto installare i dissuasori elettrici sulla facciata. Da qualche tempo, però, non funzionano più». In effetti, avevano osservato i residenti, finché i dissuasori erano in funzione, i colombi giravano alla larga dalla chiesa. Secondo Caire «ripristinando l’impianto il problema piccioni sarebbe quasi del tutto risolto». Sembrerebbe quindi tutto facile ma – svela l’amministratore - «servono 3mila euro, e la Confraternita non dispone di fondi». Caire approfitta quindi dell’occasione per lanciare un appello: «L’unica soluzione possibile, al momento, è che abitanti e negozianti della zona ci aiutino a raggiungere la cifra di 3mila euro con una colletta. Chiediamo che la comunità ci dia una mano». Una volta sfrattati i piccioni dalla facciata, impedirgli di alloggiare sul tetto della chiesa, ampliando la rete di dissuasori, costerebbe altri 10 mila euro. Per quanto riguarda, invece, le magagne strutturali dell’edificio «la spesa si aggirerebbe attorno ai 400-500mila euro, cifre difficilmente raggiungibili» ammette Caire, ricordando che «in passato la Confraternita ha proposto manifestazioni per raccogliere offerte da destinare alla ristrutturazione, con risultati deludenti. Ad esempio, l’anno scorso, grazie all’associazione Cooltura, avevamo allestito una mostra nella chiesa, ma abbiamo raggiunto solo 67euro di offerte». E sulla questione piccioni torna, con una lettera al giornale, Andrea Francia di cui avevamo già pubblicato su "Il Monferrato" un intervento la scorsa settimana: «Vorrei evidenziare come le amministrazioni comunali siano competenti ad intervenire sul controllo dei piccioni in città per motivazioni di natura sanitaria, in base alla legge 833/78 e 142/90. Ritengo, come molti altri concittadini, che siano necessari interventi strutturali mirati ad impedire la sosta o la nidificazione dei piccioni in tutti quei luoghi dove generano rischi per la salute e problemi di degrado degli edifici. È inaccettabile che la Asl descriva in modo grave i rischi sulla salute dovuti alla presenza di piccioni descrivendo questi ultimi come serbatoi di agenti patogeni e portatori di zecche e altri parassiti, e dall’altra parte l’amministrazione comunale, tenuta ad intervenire, non abbia nessun programma, nessuna azione pianificata che venga messa in atto concretamente, alla ricezione della segnalazione di pericolo della stessa ASL. Fino ad ora non si è fatto altro che demandare a terzi l’onere e il dovere dell’intervento senza tempi certi e stabiliti e con estrema discrezionalità. C’è uno stridore macroscopico ed evidentemente inaccettabile in tutto questo. Da una parte si sottolinea l’estremo pericolo e dall’altra assoluta ed indifferente immobilità. Ritengo che questa situazione debba cambiare quanto prima sia alla luce di tutte le linee guida emanate dalla stessa Regione in merito ai piccioni il cui recepimento è stato completamente ignorato dalla nostra amministrazione comunale, sia alla luce delle leggi che permettono il controllo del numero dei piccioni in città anche attraverso un piano di abbattimento che prevede la cattura e la soppressione (art.19 legge 157/92)».

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Barbara Corino

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