Villette del Rotondino: cento cittadini chiedono al Tar di fermare il Comune
Si svolgerà giovedì 12 giugno, l'udienza al TAR del Piemonte per esaminare la richiesta di sospensiva del provvedimento con cui il Comune di Casale ha chiesto agli abitanti del Rotondino il conguaglio sui diritti di superficie dei terreni sui quali sono state edificate le cosiddette villette.
Sono 98 i cittadini del Rotondino che hanno deciso di fare opposizione davanti al TAR per il conguaglio, che ammonta complessivamente a 828.763,55 e che rappresenta la differenza tra la cifra originariamente incamerata dal Comune e il milione di euro che la pubblica amministrazione ha sborsato per chiudere l'annosa vicenda del Rotondino.
La storia è quella del contenzioso causata dalla edificazione - consentita dal Comune su terreni di proprietà dell'ASL - di alcune unità abitative.
Cosa che rese di fatto infruibili i terreni stessi da parte dell'azienda sanitaria e che richiese un conguaglio di un milione di euro, versato appunto dal Comune di Casale. Cui è seguita appunto la richiesta di conguaglio ai cittadini.
Ora il ricorso al TAR che verrà discusso il 12 giugno, giovedì.
Contestata dai cittadini anche la «ripartizione degli importi dovuti dalle cooperative e aventi causa a titolo di conguaglio per area denominata Rotondino a seguito di acquisto dell’ASL 21».
Ora il Comune di Casale – mette in evidenza Giorgio Demezzi, PdL - ha stabilito con una delibera di impegnare 6000 euro per costituirsi legalmente contro i cittadini: «Una situazione assurda. Bisognava cercare un accordo».
Secondo le informazioni assunte da Demezzi ogni famiglia – 72 in tutto ma le controparti sono più numerose in quanto gli alloggi sono spesso cointestati – si troverebbe a dover sborsare circa 15mila euro.
In cambio non avrebbero solamente il diritto di superficie ma la proprietà del terreno. È la contropartita offerta dal Comune che però non pare sufficiente a convincere la controparte.
Entro giugno – sottolinea Demezzi – i cittadini avrebbero dovuto fornire una risposta e in caso contrario valeva in silenzio-assenso; ma molti ritengono necessaria una trattativa e così si è reso necessario il ricorso al Tar per ottenere la sospensiva.
Ai 15mila euro per l'acquisto vanno comunque aggiunti altri 1500 euro per l'atto e l'onere di una fideiussione per chi non può o non vuole pagare in una unica soluzione.
Molte le situazioni di difficoltà, in quanto alcune famiglie hanno acquisito recentemente l'immobile e i loro bilanci sono già gravati da mutuo.
E poi alcuni sostengono che il conguaglio andava fatto sul valore del terreno dell'epoca e non su quello attuale.
Demezzi ritiene infine che esista una giurisprudenza favorevole ai cittadini ed esprime perplessità anche per il bilancio del Comune da quale rischia di venire meno un milione di euro.
E sottolinea «l'assurdità di un contenzioso con un centinaio di cittadini quando si poteva benissimo arrivare a un accordo».
m.f.