Bagarre sul commercio: a Casale nuovi insediamenti e scoppia la protesta
All’indomani della seduta ‘fiume’ di martedì notte non si placano gli animi sulle discussioni riguardanti il commercio con le associazioni di categoria che intervengono, prendendo posizione, e condannando le scelte dell’Amministrazione.
«Le preoccupazioni espresse da alcuni commercianti casalesi sono legittime e comprensibili: evidentemente il lavoro di informazione, discussione e condivisione delle scelte dell’Amministrazione con le categorie interessate è stato insufficiente».
È questo il commento di Titti Palazzetti e degli assessori della sua Giunta dopo l’incandescente seduta consigliare di martedì. «Siamo certi che attraverso il confronto potremo chiarire la situazione, eliminare eventuali rischi e cogliere opportunità. Per questo motivo intraprenderemo un percorso condiviso con le organizzazioni e associazioni di categoria. Ciò che vogliamo fare, è costruire insieme un piano di sviluppo urbanistico ed economico della città, che metta al centro il cittadino e chi quotidianamente la vive, anche attraverso la propria attività commerciale o artigianale. Purtroppo - sottolineano sindaco e assessori - informazioni distorte, forse in modo strumentalizzate, hanno creato preoccupazioni e proteste».
Sindaco e Giunta rimarcano che non è previsto alcun insediamento di centri commerciali e inoltre che l’adeguamento del Piano commerciale alle ultime disposizioni normative regionali è stato deliberato per consentire di avviare alcuni recuperi funzionali ed edilizi di aree o edifici degradati, sottoutilizzati o con destinazioni d’uso non compatibili con il contesto residenziale circostante, nonché di adeguare le previsioni urbanistiche locali a interventi di limitata entità che non incidono sui criteri generali del Piano Regolatore.
«A questi criteri - sottolineano - rispondono gli interventi previsti in via C. Massaia- strada Valenza, dove un fabbricato produttivo abbandonato, con copertura ancora interamente in amianto da bonificare, potrà essere sostituito da una nuova struttura atta a contenere un edificio commerciale di circa 780 metri quadrati di vendita, in una zona della città in cui sono assenti esercizi di questo tipo. E poi in corso Valentino, 215 (Penny Market-Niao Mao) dove la proprietà, vista l’oggettiva difficoltà a realizzare un insediamento di tipo residenziale, per mancanza di domanda, chiede di poter estendere l’intervento commerciale già avviato e completarlo su un’area di circa 870 metri quadrati di terreno che corrispondono a circa 350 di area vendita, l’intervento sull’area dell’ex mercato ortofrutticolo e piazza Venezia, che manterrà sostanzialmente la sua vocazione commerciale, prosegue una lunga serie di indagini già affrontate anche dalla Giunta Demezzi nel 2013».
Palazzetti e Giunta aggiungono «che questa previsione deve essere vista soprattutto come un’occasione imperdibile di intervenire su una parte di città oggi abbandonata, degradata, senza identità e tuttavia ai margini del centro storico, a due passi da via Lanza su cui da tempo si concentrano le promesse di riqualificazione da parte delle Amministrazioni succedutesi».
«È chiaro - aggiungono - che l’Amministrazione tutelerà le attività commerciali già presenti nelle aree interessate. Quando si parla di cinque nuovi centri commerciali, quindi, non si dà una corretta informazione, soprattutto perché nel conto sono inseriti due interventi che non fanno neppure parte della Variante approvata martedì. Si tratta di due insediamenti commerciali che rientrano in un Pec (Piano Esecutivo Convenzionato) il cui iter è stato avviato all’inizio del 2014 e che prevede la riqualificazione, comprendente anche la bonifica da amianto, di un’area particolarmente degradata di Oltreponte: gli ex stabilimenti Smyth. Qui sono previsti due insediamenti commerciali (uno alimentare e uno extra-alimentare) da circa 700 metri quadrati l’uno. Ma non vogliamo assumerci i meriti di questa operazione, che vanno invece alla passata Amministrazione guidata da Giorgio Demezzi. Ricordiamo anche che la passata Amministrazione aveva approvato di destinare 40mila metri quadrati di superficie ad attività commerciale sempre a Oltreponte (ex Ibl): un progetto di improbabile realizzazione e che dovrà essere rivisto per una ridistribuzione più omogenea e organica di questi volumi commerciali in città. Per finire, vorremmo sottolineare come l’Amministrazione, nello stesso Consiglio comunale di martedì, ha approvato all’unanimità la riduzione degli oneri di urbanizzazione per le zone a rischio Idrogeologico di Classe III. Tale riduzione è tesa a favorire interventi di ristrutturazione di edifici nella vasta area individuata come “a rischio idrogeologico” e che comprende Oltreponte e le frazioni di Casale Popolo e Terranova. Gli oneri saranno ridotti sino al 50% in questa vasta area».
Forza Italia attacca la decisione dell’Amministrazione Palazzetti sulla variante commerciale approvata in Consiglio. «Nell’ultimo Consiglio la Giunta Palazzetti ha approvato una variante urbanistica e commerciale - dice Nicola Sirchia - che non abbiamo esitazioni a definire “scellerata”, prevedendo ben 5 nuovi centri commerciali sul territorio della città di Casale Monferrato. Una esagerazione che appare evidente e chiara ai più e che andrà ad influire sul tessuto socio-economico (e soprattutto commerciale) della città per gli anni a venire. Come Forza Italia abbiamo più volte detto e ribadito che non abbiamo alcun approccio aprioristicamente negativo a valutare investimenti anche commerciali, purchè inseriti in una programmazione e in una condivisione di valutazioni che comporti effettivamente e efficacemente una serie di pesi e contrappesi capaci di assicurare davvero l’interesse superiore della città. Nulla di tutto ciò abbiamo visto avvenire con questa affrettata e male organizzata approvazione». Sirchia commenta poi la contrarietà del partito all’operazione, che vedrà oltre 10.000 metri quadrati di nuovi insediamenti commerciali in città. «Nel frattempo una valutazione appare più grave e contingente di tutte le altre: come dobbiamo valutare un sindaco che, a pochi mesi dalle elezioni, viene meno alla parola data, tradisce esplicitamente le promesse fatte in campagna elettorale (“Con me mai centri commerciali!”) e, addirittura, irride i commercianti che protestano a fronte di questa incomprensibile decisione? Ci chiediamo e chiediamo: come può la città fidarsi e affidarsi ancora ad una persona che dimostra tanta leggerezza e cinismo? Ci chiediamo e chiediamo: come può la città fidarsi e affidarsi ancora ad una persona che dimostra tanta leggerezza e cinismo? Se questi sono gli inizi del quinquennio Palazzetti, cosa dovremo ancora aspettarci?!?! Sono valutazioni che oggi appaiono drammaticamente attuali e che poniamo alla città di fronte a quanto vediamo accadere sotto gli occhi attoniti delle persone di buon senso. Casale merita molto di più e di meglio: Forza Casale!».
Duro il commento del Carroccio e dei Fratelli d’Italia: «Finalmente - commentano Emanuele Capra e Federico Riboldi - l’Amministrazione di centrosinistra ha mostrato il suo vero volto e dopo soli 7 mesi di mandato ha già sconfessato le roboanti promesse tanto proclamate in campagna elettorale. Dopo aver tanto tranquillizzato nel mese di maggio i commercianti casalesi con ferme rassicurazioni che nessun centro commerciale o supermercato sarebbe mai stato aperto sotto la sua amministrazione, la Giunta Palazzetti ha chiesto e ottenuto dalla propria maggioranza l’approvazione di una variante urbanistica con annessa modifica al piano commerciale che, a conti fatti, consentirà l’insediamento di cinque nuove strutture della grande distribuzione».
Capra e Riboldi aggiungono che è dispiaciuto vedere la rabbia dei commercianti casalesi che, seduti tra il pubblico dell’assemblea, si sono visti sciorinare slide dopo slide le varie zone di insediamento delle nuove aree commerciali che quest’Amministrazione si appresta a consentire. «Inutili i nostri moniti di rimettere in discussione un provvedimento tanto scellerato che segnerà definitivamente le sorti del piccolo commercio di vicinato. Alle pretestuose ma sterili obiezioni che noi siamo quelli che hanno autorizzato l’insediamento di Esselunga ribadiamo che in primis un supermercato di quel genere fa concorrenza agli altri supermercati e non ai piccoli negozi con prodotti di nicchia e qualità; secondo, l’operazione ha consentito alla città di riqualificare una zona dismessa in pieno centro e razionalizzare finalmente la viabilità di quell’area; infine la circostanza che si ritenga di aver fatto cosa buona ad autorizzare l’insediamento di un esercizio commerciale di medie dimensioni e di tipo “food” non comporta automaticamente che si debba essere d’accordo e non opporsi alla saturazione della città con cinque nuove strutture di diverse dimensioni e tipologie che condanneranno a morte il commercio di vicinato dei quartieri non solo nel settore alimentare ma anche nei settori di abbigliamento, articoli sportivi, mobilifici artigianali, articoli per la casa, e tutti gli altri di diversa natura». «Ci auguriamo davvero - concludono Capra e Riboldi- che il provvedimento, in un momento di crisi come questo, una volta trovato compimento, non segni in modo definitivo e non più recuperabile il declino del piccolo commercio al dettaglio. Ce lo auguriamo non solo per i commercianti e gli artigiani ma per Casale e per le sue ambizioni di rinascita economica».
L’Unione Commercianti è durissima con la Giunta Palazzetti. “Con la delibera votata martedì ha messo il cappio al collo al commercio tradizionale a Casale Monferrato. E’ pura follia prevedere la crescita di circa 6000 metri quadrati per insediamenti di grande distribuzione, con la creazione di cinque nuovi centri commerciali, in una città che conta meno di 35mila abitanti e registra un calo demografico costante di circa il 5% annuo, e che ha registrato nel 2014 numerose chiusure di esercizi di piccolo commercio. Il sindaco Titti Palazzetti, con questo provvedimento, ha tradito le promesse fatte in campagna elettorale negli incontri svolti con l’Unione Commercianti Casalesi e lo dimostra il fatto che abbia espresso il suo voto favorevole con lo sguardo basso e un filo di voce”. L’Unione tira in ballo il comunicato del 5 giugno scorso: “Elezioni comunali a Casale: le richieste di Unicom e le risposte dei due candidati sindaco”. In merito ai capannoni dismessi in zona industriale, questione sollevata da Unicom Palazzetti si era impegnata “a mantenere l’area produttiva e a sostenere una riqualificazione attraverso i fondi europei”. In merito al Mercato Ortofrutticolo in piazza Venezia, l’Unione aggiunge che l’allora candidato Palazzetti si era impegnata “a riqualificare l’area, con area verde, parcheggi, spostando la strada a ridosso delle ferrovia, ampliando l’area a beneficio della parte finale di via Lanza” e, soprattutto, aveva promesso tassativamente che non ci sarebbero più state nuove aperture di grande distribuzione. L’Unione promette battaglia: “Che fine hanno fatto queste promesse? Si sono tramutate, con il sindaco diventato un novello mago Silvan, in aree per la grande distribuzione. Non credano sindaco ed Amministrazione Comunale che Unione Commercianti Casalesi si fermi qui perché contrasteremo questa delibera in tutte le sedi opportune”.
Dura presa di posizione anche da parte della Confesercenti che definisce “scellerata” la decisione dell’Amministrazione che porterà al risultato di strangolare definitivamente il piccolo commercio della città di Casale.
E’ il primo commento di Manuela Ulandi: “Si tratta di un centro commerciale e di una struttura di vendita di prodotti non alimentari nella zona del mercato ortofrutticolo, di un discount all’incrocio fra le vie Cerutti e Cardinal Massaia e di due localizzazioni di strutture, una con offerta alimentare e l’altra con offerta extralimentare in zona Oltreponte. Se consideriamo che ad Oltreponte è già da tempo approvato un insediamento molto grande di tipologia L2 nella Area “ex-IBL”, che attende solo condizioni di economia migliori per partire, si può senza dubbio affermare che questo quartiere di Casale sia ormai destinato sostanzialmente ad essere un luogo di supermercati - prosegue il vicepresidente Manuela Ulandi – Oltre a ciò è utile ricordare che gli abitanti dell’area destinata al discount hanno già da tempo espresso parere contrario a tale insediamento nella loro zona. Infine, se si considera che l’Amministrazione ha pubblicato il PEC relativo all’area il 24 dicembre scorso (vigilia di Natale!) e il tempo assegnato per le osservazioni era fino al 7 gennaio, viene spontaneo domandarsi a cosa faccia riferimento tutta questa fretta nel chiudere il progetto. Forse l’Amministrazione non sa che la crisi economica perdurante ha ormai messo in ginocchio tutto il comparto del piccolo commercio, non sa che dietro ad ogni serranda di negozio c’è un imprenditore che ha una famiglia e che rischia in proprio ogni giorno. Da dove nasce l’urgenza di procedere con l’approvazione di ben cinque nuovi insediamenti?”