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Morano abbandona il Parco del Po

Il Comune di Morano ha chiesto alla Regione Piemonte e al Ministero dell'Ambiente di essere escluso dal Parco del Po. Sembrerebbe un paradosso che un paese il cui nome include proprio il grande fiume decida di uscire dalla gestione del sistema delle aree protette. Eppure una decisione di questo tipo è stata pensata e dibattuta per tanto tempo fino ad arrivare alla rottura tra Comune ed ente. Nell'ultimo consiglio comunale di giovedì 20 dicembre all'unanimità (cosa piuttosto rara in questo inizio legislatura visti i contrasti tra maggioranza e minoranza) è stato deciso di chiedere a Regione e Ministero l'uscita dal Parco. «Dopo la delibera del 20 gennaio 2006 - ha illustrato il capogruppo di maggioranza Maura Tosi - abbiamo atteso invano un diverso modus operandi da parte del Parco del Po. Invece con rammarico e sconforto vediamo che la situazione è continuamente peggiorata, toccando il culmine con l'avvento della nuova presidenza. Oltre a mancare nella maniera più assoluta un dialogo tra Parco ed il territorio di Morano, vediamo prese di posizione diametralmente opposte, creando nella popolazione di Morano un malcontento diffuso e giustificato nei confronti dei vertici direttivi del Parco ed anche sul personale di vigilanza che usa modi e linguaggi a dir poco arroganti». «Siamo stanchi - ha continuato la Tosi - non siamo più disposti a subire questo sistema di imposizione. Morano vuole riavere la propria autonomia decisionale e non vuole più accettare scelte che non condivide e che penalizzano i cittadini moranesi. Chiediamo alla Regione Piemonte di escludere il territorio di Morano sul Po dalla gestione del sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po, per non vedere continuamente calpestati i più elementari diritti del nostro territorio e dei nostri cittadini». A queste parole gli ha fatto eco l'intervento della minoranza, guidata da Paolo Migliavacca: «Il progetto di canale scolmatore di Trino, i lavori di cava nella zona di Ghiaia Grande, l'accordo per l'allargamento del ponte sul Po Trino-Camino sono episodi in occasione dei quali la comunità di Morano Po ha visto abbondantemente ignorate o stravolte le proprie esigenze. A causa purtroppo di un'impropria definizione dei confini territoriali, eredità di tempi remoti, il Comune si trova a subire negative conseguenze di attività che si svolgono in zone limitrofe e rispetto alle quali non si è verificato il necessario coinvolgimento nelle sedi istituzionali, per una sciocca, rigida interpretazione normativa che in alcuni casi ha ignorato la funzione delle conferenze dei servizi come momento di dialogo e di reciproca interlocuzione per sviluppare e rendere effettiva la cooperazione in vista di obiettivi comuni. Denominatore più o meno comune di tali situazioni, l'intervento improprio dei responsabili dell'Ente Parco del Po - Tratto Alessandrino». Secondo la minoranza «di fronte a tali episodi, si rammentano anche i ritardi e i silenzi del Parco nei confronti di beni monumentali e storici esistenti nel nostro territorio. La Furnasetta è tutelata in area parco, ma nel momento in cui si trattava di stravolgerne le strutture, il Parco nulla ha saputo dire. Pobietto è un pezzo importante del nostro territorio, il museo contadino sta andando in rovina ed alcuni reperti sono già misteriosamente scomparsi, l'ex scuola riattata dopo l'alluvione per essere destinata a servizi del Parco è ad oggi deserta, nulla si sa di trattative che pure sono in corso tra Parco e proprietà ASL di Vercelli. Noi riteniamo che sia quanto mai urgente un incontro dell'Amministrazione comunale sia con la Provincia di Alessandria sia con i competenti Assessori regionali, per affrontare questi problemi ed in particolare le tematiche legate alla tutela ambientale ed idrogeologica, in una cornice che rispetto alla Regione dovrebbe essere coordinata dall'assessore agli enti locali, anche nella prospettiva di una possibile richiesta di più congrua rideterminazione dei confini comunali». Dichiarazioni pesanti quelle dei due gruppi consiliari che non lasciano spazio a fraintendimenti: «È stato inevitabile arrivare a questo punto - ha commentato il sindaco di Morano, Enzo Piccaluga - dopo numerosi problemi, malcontenti e insoddisfazioni da parte della popolazione questo è l'atto finale. Abbiamo deciso quindi di fare una delibera e mandarla agli enti competenti affinché siano consapevoli del problema e di quello che sta succedendo».

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