Il ricordo di uno strazio immane risale dall'abisso nero della storia dell'umanità, si riaccende e arde con le tante candele che commemorano i deportati casalesi. Per loro una luce, un nome, una preghiera, la commozione dei numerosi casalesi che sabato pomeriggio si sono uniti per celebrare la Giornata della Memoria.
La cerimonia si ripete ormai da anni, ma ben lungi dall' essere un mero rituale svuotato del suo toccante significato.
Le iniziative hanno preso il via a palazzo San Giorgio, in una Sala consigliare gremita di pubblico, tra cui la presidente del Consiglio comunale Grazia Bocca, il presidente della Comunità Ebraica, Giorgio Ottolenghi, la presidente del Comitato Unitario Antifascista, Anna Maria Crosio, Pierfrancesco Manca, intervenuto in veste di oratore ufficiale, domenica scorsa, per la commemorazione della Banda Tom. Ad aprire l'incontro il sindaco Giorgio Demezzi: ''Ricordare le deportazioni sul nostro territorio ci aiuta a capire che questi tragici fatti non sono lontani da noi. La Giornata della Memoria è un'occasione per far riflettere soprattutto i giovani su quanto l'umanità abbia fatto di mostruoso, ed è uno stimolo a portare un messaggio di pace nella vita di tutti i giorni''.
Sull'importanza del ricordo si è espresso con trasporto il professor Aldo Perosino, collaboratore dell'Isral e studioso di ebraismo. ''Il Giorno della Memoria- ha affermato- non è un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva, animata dalla consapevolezza di ciò che è accaduto. Anche se ricordare significa dolore e lacrime, dobbiamo farlo: il ricordo non è un obbligo, ma un diritto''. Rifacendosi al suo libro "La Shoah in provincia di Alessandria", Perosino ha analizzato numeri e storia degli ebrei casalesi deportati, sfogliando pagine di dolore e vergogna: ''In tanti denunciarono gli ebrei per ricevere la ricompensa di 5mila lire, pari a dieci mensilità di un operaio, o per liberarsi di concorrenti, o impossessarsi delle proprietà del deportato''. Tra gli ebrei casalesi Perosino ha ricordato con emozione Anna Luciana Norzi, una bambina di 12 anni arrestata (da tedeschi o italiani) nel 1943 col papà Guido e la zia Vittorina mentre era Sanremo. Portata a Marassi da lì il 6 dicembre 1943 venne deportata a Auschwitz, cinque giorni dopo la morte. Una lapide la ricorda con altri deportati a Rocca delle Donne.
Dopo l'applauditissimo discorso, il professor Mauro Bonelli ha presentato il volume "Tre saggi brevi per gli studenti", edito dall'Isral col patrocinio del Comune di Casale, già distribuito in tutte le classi quinte delle superiori casalesi. In maniera semplice, chiara e approfondita, il libro offre strumenti per ragionare sui drammi di Shoah e foibe: ''Sono vicende che hanno molto in comune a partire dal contesto storico. Da anni la sinistra celebra la Shoah e la destra le foibe, ma le due tragedie sono legate nei contenuti. È importante che i ragazzi riflettano sul nostro Paese, i suoi limiti e i falsi miti''.
Solenne il momento dell'appello ad alta voce dei nomi dei deportati casalesi, sullo scalone del Municipio illuminato dalla scenografia delle Luci della memoria.
Le celebrazioni sono proseguite in Sinagoga, dove abbiamo incontrato anche i ragazzi della Trevigi freschi di premiazione in Quirinale per il cortometraggio "La stella di Sara": ''È stata una bella soddisfazione per noi, il nostro video ha ricevuto moltissimi apprezzamenti. Poi abbiamo approfittato della gita per visitare Roma. Tra le tappe anche il ghetto ebraico'', ci hanno raccontato gli studenti. Per loro sono arrivati anche i complimenti del sindaco Giorgio Demezzi: ''Avere dei ragazzi così in gamba è motivo di soddisfazione''. Sollecitato da Elio Carmi, il primo cittadino ha accettato con piacere di postare il filmato sul sito del Comune, notizia accolta con favore anche dal vescovo Alceste Catella: ''Con le nuove tecnologie si possono diffondere valori che aiutano a crescere''. Dopo la chiacchierata nel tempio, sulla preghiera recitata da Elio Carmi e dalla vicepresidente dell'unione delle Comunità Ebraiche, Claudia Debenedetti, ad accendere i ceri in ricordo degli ebrei casalesi sono stati Tommaso Tanda, studente della Trevigi, il sindaco Demezzi, il presidente Anpi Renato Gagliardini, la figlia di Giuseppina Gusmano, Gabriella Pretti. Finale in musica sulle note del canto commemorativo del coro Mario Panatero di Alessandria.
Fabrizio Gambolati