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Al Teatro Municipale va in scena l'operetta "La vedova allegra"

Ritorna anche quest’anno al Teatro Municipale la Compagnia Italiana di Operette per proporre sabato 3 marzo alle ore 16, fuori abbonamento, "La vedova allegra", una tra le operette più conosciute e rappresentate nel mondo. Musicata da Franz Lehár su libretto di Victor Léon e Leo Stein, trae spunto dalla commedia L’attaché d’ambassade, di Henri Meilhac (1861). Debuttò con enorme successo a Vienna, il 30 dicembre 1905, al Theater an der Wien. È il capolavoro immortale di quel genere che ha dominato le scene teatrali di tutto il mondo fino a metà Ottocento. Un capolavoro assoluto, sia dal punto di vista drammaturgico che sotto il profilo musicale, con una trama dal carattere apertamente sensuale che riporta il pubblico al clima disinibito della Vienna di Freud e di Schnitzler. I protagonisti sono il comico Umberto Scida (che in questa operetta veste i panni di Niegus), la soubrette Elena D’Angelo (la vedova Anna Glavari) e il caratterista Armando Carini (il Barone Zeta). La musica è eseguita dall’orchestra diretta dal maestro Orlando Pulin, mentre l’allestimento è diretto dal regista e coreografo belga Serge Manguette. Proprio con "La vedova allegra" nel 1966 Sergio Corucci, fondatore della Compagnia Italiana di Operette, nel corso di una tournée in Sudamerica (Argentina, Brasile, Uruguay, Perù, Cile, Ecuador…) organizzata con l’impresario torinese Giuseppe Erba, ottenne tra gli emigrati italiani un successo di proporzioni tali che, invece del mese preventivato, la programmazione fu prolungata per sei mesi. La trama de "La vedova allegra" è nota: il Barone Zeta, ambasciatore del Pontevedro a Parigi, per evitare la rovina economica del proprio Paese, deve impedire che un eventuale matrimonio tra la ricca vedova Anna Glavari con uno straniero trasferisca in un’altra nazione tutto il suo capitale. Aiutato da Niegus, cancelliere pasticcione, cerca di persuadere il segretario all’ambasciata, il conte Danilo Danilowich, a sposare la vedova. Danilo, però, non ne vuole sapere perché fra lui e Anna c’era stato del tenero prima che lei sposasse il banchiere Glavari; e ora Danilo, ferito nell’orgoglio, non vuole assolutamente ammettere di essere ancora innamorato di lei. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per ingelosirlo. Da qui una girandola di complicazioni, finché, quando tutto sembrerà definitivamente perduto, trionferà l’immancabile lieto fine.

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Laura Mellina

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