Carelli-Emozioni di un viaggiatore-
(Paesaggio ed esperienze umane)
Siamo abituati alle accattivanti guide turistiche omologate, ai resoconti manieristici o dilettanteschi di viaggi spesso vissuti in modo superficiale: è stata quindi una piacevole sorpresa trovarmi tra le mani un "diario" di viaggio diverso dal solito per le genuinità e la composta eleganza, scritto senza esibizionismi, in forma chiara, viva e scorrevole.
L'autore, il casalese Ivaldo Carelli, ha ricostruito molti dei suoi itinerari di viaggiatore (una ventina), in parte già pubblicati sul giornale "Il torchio", destinando questa raccolta ad una pubblicazione per beneficenza, in particolare in aiuto all'associazione "L'Albero di Valentina" e quindi alle vittime della violenza.
Ho potuto seguire in fieri il lungo lavoro di Carelli, coinvolta dalla sua volontà di trasmettere non tanto notizie, dati, avventure, quanto piuttosto una passione, uno stimolo, un sogno di dilatare il tempo e lo spazio, per se stesso e per gli altri.
La sua è una testimonianza di conoscenza, ma è soprattutto un desiderio di comunione con i diversi aspetti del paesaggio, naturale ed umano.
Da un lato ci fa pensare quindi al viaggiatore monferrino per eccellenza, al conte Carlo Vidua e alla sua "foscoliana" concezione del viaggio come conquista di "virtù", cioè di arricchimento conoscitivo ed etico, e, dall'altro lato, ci richiama lo scrittore Montaigne e il suo noto "elogio della diversità", quelle diversità che proprio il viaggiatore può toccare con mano.
Il vero protagonista di questo diario, impreziosito da fotografie eloquenti e suggestive, è il paesaggio: assistiamo ad un trascolorare di cieli e luci, realtà e mito. E' un vivissimo mosaico di immagini, composto con precisione e con tenerezza da Carelli, appassionato ed esperto di arti figurative.
Dal monte dorato degli Ulivi all'opalescente Mar Morto, dal panismo amazzonico alla città "astratta" di Brasilia, dal fascino metafisico dell'isola di Pasqua alla strana scenografia libica tra Africa ed Europa: tutto ci fa partecipare, anche puntualmente, a quello che Roth definisce "lo spirito dei luoghi"; eppure tutto è espresso in modo semplice, come parlando tra amici.
Non mancano rapidi riferimeti letterari, là dove li suggerisce d'istinto il paesaggio; troviamo brevi rilievi su costumi e ambienti, aspetti di flora e fauna locali.
E proprio sugli animali lo sguardo si posa stupito e persino commosso: basta leggere l'episodio dell'insolito incontro ravvicinato con un pinguino, che sembra per un attimo "colloquiare" con il viaggiatore e ci offre all'improvviso un'immagine ben lontana dalle comuni illustrazioni folcloristiche.
Del resto questo diario può vantare anche l'originalità di altre immagini tutt'altro che convenzionali, cioè gli splendidi contributi figurativi di eminenti artisti legati al territorio monferrino, sensibili al tema del viaggio e all'opera di sostegno alle vittime della violenza: una sensibilità che ci auguriamo coinvolga molte persone nel generoso progetto di Ivaldo Carelli.
Giuse Vipiana Albani