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  • 10 aprile 2013
  • Casale Monferrato

Da Mirabello a Lu e ritorno. Provato per voi…

La chiamano Bric e Fos (colline e canali) e, in effetti, rende l’idea, ma anche “Mirabello e non solo” non avrebbe stonato. Infatti, oltre a lambire la periferia di Lu, la corsa offre una splendida vista anche su Conzano e Camagna, prima dal piano e poi dal punto più alto della gara. Il volantino, qui a fianco con la scheda, ci dice che il via alla 12 km sarà dato domenica prossima, alle 9,15. Attenzione alle previsioni meteo che danno per certo, per domenica, un forte balzo in alto delle temperature. L’aspetto più tecnico è trattato, qui di seguito, da chi ha già vinto due volte, l’ultima lo scorso anno. Ci limitiamo ad aggiungere che i due picchi (+100 e +115 metri sul livello del traguardo) si toccano al ristoro di Lu e allo scollinamento di fronte, prima di lanciarsi nella lunghissima discesa finale e che la massima pendenza della breve salita che i nostri atleti qui chiamano il “muro” è del 14 per cento. L’ambiente sarà un po’ diverso dalle passate edizioni causa la primavera reale appena iniziata. Risaie allagate nella parte pianeggiante e molte piante in fiore nei tratti collinari, specie nei frutteti. Suggestiva la fila di salici piangenti a cascine Annibalini, dove si ritorna sull’asfalto. Mirabello è noto soprattutto per le sue politiche ecosostenibili, ma anche come paese cultore dell’arte. Nel nostro video di oggi non a caso è presente un breve ma sentito omaggio al poeta Alfredo Rota, che ha dato lustro a queste terre. Ma lasciamo il campo alla recensione di un Novella che da un po’ non scende in campo. Nessuna traccia di ruggine, come hanno potuto constatare gli “esordienti” (in video) casalesi Fausto Deandrea ed Emanuele Di Maio, portacolori rispettivamente di Cartotecnica Piemontese ed Avis Casale. Vedremo se l’assaggio avrà messo loro appetito; sportivo, s’intende. Sempre che l’essersi trovati anche al centro di una delle gags che contraddistinguono i “compagni di merenda” (Novella-Di Pietro-Bertaia) non li abbia mandati al tappeto. PROVATO PER VOI: MIRABELLO MONFERRATO – (di Daniele Novella) – Per questo secondo appuntamento ho voluto sentire anche il parere dei due occasionali compagni d’allenamento, Fausto ed Emanuele; per cui abbiamo commentato alla fine di ogni tratto, anziché prima di affrontarlo. Personalmente ritengo sia un percorso bellissimo. Pur comprendendo due salite che, in quanto tali, non sono mai facili, non presenta particolari difficoltà. Un percorso lineare, e perciò non necessita di particolari strategie; si può adattare alle proprie esigenze. Il primo troncone è tutto pianeggiante e sterrato dall’uscita dal paese; 5 km e 300 metri dove puoi al limite trovare un bel po’ di pozzanghere in caso di pioggia recente. Quando a destra sembra di toccare il paese di Conzano si svolta invece a sinistra e iniziano le difficoltà con l’arrampicata a Lu. Milleduecento metri di salita poco impegnativa (“pedalabile” per usare un gergo ciclistico) ed eccoci al ristoro, alla periferia luese; chi è in buone condizioni può salire a un bel ritmo. Giustamente Fausto ha fatto notare che le buone condizioni sono anche vincolate al fatto di non aver voluto strafare sul piano, come chi la corre per la prima volta e crede di essersi iscritto a una gara di pianura. In tal caso meglio optare per la “corta” non competitiva che evita le colline. Quindi abbiamo fatto il punto all’ottavo chilometro, dove troviamo lo scollinamento e fino al traguardo rimane solo discesa; si torna sull’asfalto sotto il primo gruppo di cascine. Tra la prima discesa da Lu e questo scollinamento il “giù e su” in una piccola valle dove si risale per il tratto più pendente; a prima vista può sembrare un “muro” ma è molto corto. Chi si gioca le categorie deve spendere le sue carte in queste poche centinaia di metri. Fausto e Emanuele reputano questa salita anche più dura perché, a loro avviso, trovarsela davanti senza che te l’aspetti può infondere scoramento. Per un degno finale siamo tutti d’accordo sugli ingredienti della ricetta: resistere, stringere i denti e pensare solo alla meta. Come siamo tutti d’accordo che uno dei piaceri della corsa, competitiva o d’allenamento, sia farlo in compagnia, in amicizia e in aperta campagna. E in questi luoghi tutto ciò è possibile. E se la tentazione di stuzzicare qualcuno è stata troppo forte… nessun problema. Fausto è innocente; l’ho tirato dentro. Me la vedo io con la Volpe. Ma a merenda. ACCADDE NEL WEEKEND – (by Owens) - A Torre d’Isola (PV) seconda piazza per Silvio Gambetta dietro a Giuseppe Sorrentino e davanti a Christian Griglietti, mentre Loredana Ferrara si è aggiudicata la prova femminile precedendo Marina Spada e Annamaria Vaghi. Edmil Albertone, influenzato, benchè iscritto ha dovuto rinunciare all’ultimo alla classica Vivicittà di Acqui Terme, vinta da Corrado Ramorino su Faranda, Ponta e Panucci. Podio femminile composto da Katia Figini, Giovanna Caviglia e Anna Boschi. Ad Abdessalam Machmach e Antonella Rabbia il Miglio in Pista, nella stessa città. TANTO PE’ PPARLA’ – (di g.pi.mor.) – Più per vecchia abitudine che per reale necessità, in questa pausa si spendono due parole sul campionato AICS che coinvolge la squadra casalese. Titolo di capitolo quanto mai appropriato in quanto, dopo sole cinque prove, si buttano sul tavolo ipotesi che lasciano il tempo che trovano. Un minimo di confronto è possibile solo con la passata stagione in quanto nel 2011 il primo riscontro fu dopo nove gare. Si sa che l’incremento di iscritti avviene in primavera, con l’avvento delle serali e, in alcuni casi, con la chiusura delle scuole o la fine dei campionati per chi pratica altri sport. A questo punto siamo sui numeri dell’anno precedente con 100 uomini e 17 donne in classifica (contro 97 e 19 del 2012). Bicchiere mezzo pieno se si tiene conto del meteo infame. Al comando delle graduatorie generali, quanto mai fittizio, un monologo Avis Casale (D’Andrea, Illengo e la squadra), ma è una consuetudine d’inizio stagione in quanto la maggior parte delle gare è concentrata nel nord provinciale. In estate sarà l’inverso con l’ago della bilancia che si sposterà sul novese. Per quanto riguarda le categorie, fa la differenza soprattutto il numero di gare disputate; si possono visionare qui a fianco. Azzardare pronostici è ancor più difficile degli anni passati, perché il ricambio si fa sentire. Vuoi per appagamento, vuoi per cercare nuove e lecite prospettive, ogni anno c’è chi si dirige altrove (trails, mezze e maratone) e intanto si affacciano volti nuovi, non sempre giovanissimi, ma alcuni interessanti. Si è passati da un abbattimento minimo di prove che non lasciava alternative ai soliti nomi all’esatto opposto, e l’aspetto quantitativo che contraddistingue i casalesi ha conosciuto una stagione memorabile. Ora si prova il “giusto mezzo” a quota 22 (cinquanta per cento) e potrebbe essere l’esatta taratura degli atleti della Novese. Tutto è come sempre vincolato ai “soliti due”: Daniele Novella ed Ilaria Bergaglio. Quest’ultima non si è piegata neppure alla maxi quota dello scorso anno ma ora, sotto la guida di Di Pietro, ha dichiaratamente imboccato altre strade. Il fubinese aveva già mollato (quantitativamente) già nel 2012 con sole 10 presenze (contro le 18 del 2011) che anche in questa stagione non basterebbero a far bottino; la ragazza di Gavi ha vinto con 21, ma sempre presente in gare che “pagano forte”. In campo femminile, se lei dirada le presenze, è ancor più difficile azzardare in quanto Giovanna Caviglia ha optato per sola tessera UISP, Ottria e Contardi già da un anno hanno altre mete e Maria Rita Torino non stila programmi legati alle classifiche; non ne stila affatto, ed è impossibile dire se, quanto e dove sarà in gara. Non ci si stupisca, quindi, se la Illengo (che continua a migliorare, con tenacia) ed una intramontabile Bertocchi stanno dicendo la loro. Al maschile, classifica che inizierà a delinearsi non prima dell’estate, mi sentirei di azzardare un bel duello tra Mattia Grosso ed Hicham Dhimi. Negli ultimi tempi non abbiamo avuto vincitori assoluti appartenenti alla categoria più giovane. E’ lecito auspicarselo perché solo da lì posso venire nuovi potenziali top runners, prima a livello provinciale e poi, si spera… Tornando all’Avis, gli infortuni hanno messo alle corde Chiabrera, Cena e la Doro. Chivetto è indirizzato verso la corsa in montagna. A Mirabello potrebbe rientrare Simone Canepa che ha terminato la naja. Solo dopo il 20 agosto Francesco Torino sarà di ritorno dal Perù; potremmo rivederlo a Frassineto. Ho volutamente lasciato per ultimi gli uomini casalesi che han già… carburato. D’Andrea e Patrucco si son dimostrati quelli più “affamati” (il contrario di appagamento); possono fare un pensierino al podio di categoria, ma certo che il regolamento della passata stagione avrebbe aumentato le loro chances. E ciò vale per il campione in carica Peruccio. Il più in forma è Roberto Mometti, ma corre solo le gare in zona. Peccato. La continuità è invece di Manassero (virtù di famiglia) e Magagna. L’unica valutazione che lascerei in sospeso è su Di Maio. Buone potenzialità, ma soprattutto grinta da vendere e “scuola Natalino”, come la Chicca; per contro, ancor giovanissimo e zero esperienza. Da scoprire. IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA – Oltre a Mirabello Monferrato, altri due appuntamenti nell’alessandrino. Venerdì, al Mombarone di Acqui, dalle 20,30 i 1500 in pista. Domenica a Ponzone l’attesissimo Trail dei Gorrei, prova unica di campionato provinciale di trail corto UISP. Partenza alle 9,30 in frazione Moretti.