Se Varallo correrà da solo il sistema dei Sacri Monti rischia di perdere l’Unesco?
di Chiara Cane
Riuscirà Varallo a “rompere” il sistema piemontese dei Sacri Monti uniti dal riconoscimento seriale di siti Unesco? È quanto si stanno chiedendo con preoccupazione gli altri sei Sacri Monti piemontesi e due lombardi, alla luce delle insistenti dichiarazioni di Varallo che, talvolta, più che ipotesi paiono minacce. Che Varallo, ovvero i suoi amministratori, non gradisse la sede di Crea con l’entrata in vigore della legge regionale (così come prevista dalla Giunta Bresso e confermata da quella Cota) è risaputo. Ma che lo stesso volesse distaccarsi dal sistema regionale e gestire a livello comunale il proprio sito è diventato argomento di preoccupazione generale.
Lo scorso 22 giugno, il Coordinamento dei Sacri Monti Piemontesi (ovviamente con esclusione di Varallo), aveva inviato una lettera all’assessore regionale William Casoni chiedendo chiarimenti in merito alle vicende di Varallo le cui posizioni, se verranno confermate, potrebbero recare danni all’intero sistema dei Sacri Monti. Ad oggi non è ancora pervenuto riscontro a tale richiesta sebbene, secondo indiscrezioni, anche la stessa Regione risulterebbe essere contraria all’ipotesi di distaccamento: «Un’ipotesi insensata - ha commentato il presidente del Sacro Monte di Crea Gianni Calvi - in quanto il sito Unesco dei Sacri Monti è stato riconosciuto a livello seriale e non individuale»
In altre parole, se Varallo si distaccasse dal sistema, non avrebbe probabilmente più diritto al mantenimento del prestigioso riconoscimento: «Il tentativo - emerge da un comunicato di Rocchino Muliere del Gruppo Consigliare del PD - se dovesse riuscire, spezzerebbe un sistema importante, creando figli e figliastri oltre che diversità di trattamento in un ambito invece bisognoso di coordinamento, di fare sistema e di scelte comuni nonchè omogenee».
Tra le note tristi della vicenda, sono giunte nei giorni scorsi le dimissioni di padre Angelo dalla carica di presidente del Sacro Monte di Orta; dimissioni che sarebbero tuttavia state rassegnate con decorrenza 1° settembre, ovvero dalla caduta dei poteri pieni degli organi amministrativi che invece proseguiranno, solo più con l’ordinaria amministrazione, fino al 31 dicembre, giorno antecedente l’accorpamento. Risulterebbe inoltre che l’intero Consiglio di Varallo si sia reso dimissionario facendo scattare l’entrata in funzione del commissario.
Il miglioramento della cartellonistica
E tornando a Crea e alla sua attività c’è da segnalare che 56 nuovi cartelli indicatori necessari alla segnaletica di avvicinamento al Sacro Monte, presto verranno forniti da Alexala per l’installazione nei punti logisticamente e strategicamente necessari. Un intervento più volte richiesto al fine di migliorare e superare alcune delle barriere della comunicazione.
Il Sacro Monte di Crea oramai da oltre cinque anni è Patrimonio Unesco oltre ad essere, da sempre, luogo incantevole ed importante sede nonché patrimonio culturale, architettonico, artistico, religioso e paesaggistico tra le eccellenze alessandrine e piemontesi: «Ciò nonostante, arrivare a Crea - ha affermato Calvi - per chi non conosce, il posto risulta essere quasi impossibile». Non è infatti presente adeguata cartellonistica che segnali sia la presenza del sito Patrimonio dell’Umanità sia le indicazioni per raggiungerlo. Sebbene non occorressero prove concrete per accogliere la preoccupazione del presidente Calvi, i funzionari di Alexala nei mesi scorsi avevano toccato con mano la situazione, in occasione di un sopralluogo a Crea finendo per sostenere l’iniziativa.