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Maggiorazione anti Covid

Polemiche per l'aumento dei ticket della mensa scolastica

Il servizio fa capo all'Unione Terre del Tartufo

La notizia dell’aumento dei buoni mensa ha suscitato forti polemiche tra alcuni genitori degli studenti dell’Istituto comprensivo di Moncalvo. Il tam-tam sui social network non si è fatto attendere non appena il Comune di Moncalvo ha pubblicato l’informazione sul proprio sito internet lo scorso 30 ottobre.

“Da un giorno all’altro è stato aumentato il buono e veniamo a scoprirlo su Facebook”, “un costo in più a carico delle famiglie in un momento così difficile”, “i nostri figli lamentano che il cibo arriva freddo e non è buono; oltre il danno la beffa!”, commentavano alcuni genitori. Il servizio, che fa capo all’Unione Terre del Tartufo che comprende i comuni di Moncalvo, Grazzano Badoglio, Penango e Odalengo Piccolo, presieduto dalla sindaca di quest’ultimo paese, Mirella Panatero, serve i ragazzi delle scuole elementari e medie nei giorni di martedì e giovedì quando sono previsti i rientri pomeridiani.

“L’aumento del costo è correlato alle diverse modalità di distribuzione dei pasti in conseguenza del protocollo di sicurezza per emergenza epidemiologica da Covid-19 adottato dall’Istituto Comprensivo di Moncalvo”, spiega Panatero. L’azienda ha chiesto una maggiorazione di 0,60 centesimi per far fronte alle nuove disposizioni: bottigliette d’acqua usa e getta anziché l’utilizzo di caraffe, modalità organizzative differenti nella distribuzione dei pasti “che comportano per la società affidataria del servizio spese non previste e non prevedibili in sede di formulazione dell’offerta”, prosegue Panatero.

La cifra proposta, 0,90 centesimi a pasto, è stata portata a 0,60 centesimi grazie all’accordo con la società distributrice “che viene temporaneamente autorizzata, in deroga a quanto previsto dal Capitolato Speciale d’Appalto, all’utilizzo di materiale in plastica usa e getta, in sostituzione del materiale compostabile o stoviglie lavabili (che erano stati richiesti in sede di gara)”, commenta la sindaca di Odalengo Piccolo. Un costo solo per il periodo di emergenza sanitaria che andrebbe ad aumentare di 4 euro al mese a studente portando il costo complessivo a 50 euro a blocchetto (10 pasti).

Il comune di Moncalvo è subito intervenuto e ha deliberato mercoledì scorso, 4 novembre, “una misura straordinaria in favore delle famiglie (di Moncalvo, ndr). Il buono del blocchetto rimane a 5 euro, ma sarà possibile per i residenti chiedere la restituzione della differenza di 5 euro a blocchetto. Le famiglie dovranno acquistare il buono tramite pagamento elettronico o bonifico, già richiesto ai fini dello sgravio fiscale, presentando le ricevute a fine emergenza o comunque a fine anno scolastico. La differenza derivante dai maggiori costi sostenuti verrà loro riconosciuta.

In questo modo, il costo a carico delle famiglie è di fatto invariato a 4,5 euro a buono”, spiega il sindaco Christian Orecchia. 

“Avremmo preferito che il Comune di Moncalvo avesse aspettato la pubblicazione della delibera dell’Unione prima di dare la notizia della decisione di compensare a suo carico la spesa per i suoi cittadini – dice Panatero. Infatti anche gli altri tre comuni dell’Unione stanno facendo la loro riflessione su come intervenire, ma la situazione è complessa”. Non tutti i bambini, infatti, frequentano il plesso di Moncalvo. “Da Odalengo Piccolo c’è chi va a scuola a Murisengo, chi a Cerrina – conclude Panatero – da Grazzano chi va a Calliano, da Penango chi frequenta a Tonco, dunque dobbiamo essere sicuri di non fare discriminazioni tra le nostre famiglie. Non è una situazione semplice e i nostri comuni hanno poche risorse soprattutto in questo periodo così complesso di emergenza sanitaria. Ricordo infine che l’Unione sta rimborsando in questi giorni alle famiglie i pagamenti dello scuolabus relativi ai mesi in cui le scuole sono state chiuse la scorsa primavera”.


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