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Il futuro della Partecipanza è rosa: svolta epocale per il bosco di Trino

Le comunicazioni sulla consultazione referendaria del prossimo 13 aprile e la proposta di modifiche statuarie sul diritto di successione femminile sono stati i punti all’ordine del giorno dell’assemblea generale dei soci della Partecipanza dei Boschi di Trino che si è tenuta domenica mattina. Pur ribadendo che in questo momento l’ente gode di una buona situazione finanziaria, il primo conservatore Bruno Ferrarotti è tornato a sottolineare l’importanza di un atto che tutela l’autogestione del bosco trinese. Attualmente la Partecipanza ha crediti per 85 mila euro e può già contare sul contributo del Progetto Life e sulle entrate dei due protocolli d’intesa con il Comune di Trino: il verde pubblico e 50 mila euro dei fondi nucleari per il prossimo triennio. Anche dal punto di vista forestale la situazione è buona, con un aumento complessivo di 41 ettari. «Nonostante questo bisogna comunque guardare al futuro - ha detto Ferrarotti - e nel bilancio preventivo abbiamo ipotizzato che siano almeno 500 i partecipanti che pagheranno la quota, garantendo entrate per 25 mila euro, tenendo conto che le spese ordinarie annuali si aggirano sui 60 mila euro». I Partecipanti attualmente iscritti al gran libro e aventi diritto al voto referendario sono 891 (mentre nel 1956 erano 1.639), i soci effettivi che fanno legna sono 44, mentre i non soci sono 50. «Nel dopoguerra c’è stato un crollo di partecipanti ed un aumento di superficie forestale, anche per questo è giunto il momento di contarci e di inserire il diritto di successione alle donne». Lo stop ereditario alle donne è datato 1528, mentre il diritto al voto femminile è stato introdotto dopo il referendum del 1978. La sorte della donna poteva essere venduta e oggi ha un valore che si aggira sui 1.700 euro. L’ultima vendita femminile di cui si ha notizia risale al 1907. Una materia molto complessa e non a caso la figura femminile all’interno della Partecipanza è stata oggetto di diverse riforme nel corso del tempo. Da una proiezione, si è capito che la ricaduta numerica con il diritto di successione femminile potrebbe essere del 28,5% e dare nuovo smalto alla Partecipanza. «Mai come in questo caso il futuro è femmina - ha chiosato Ferrarotti al termine del suo intervento - l’auspicio è ovviamente quello di poter tornare al passato e riprendere la convenzione con la Regione Piemonte, bruscamente interrotta dalla giunta Cota, però anche in futuro la Partecipanza dovrà essere in grado di cavarsela da sola e questo potrà avvenire grazie anche alle modifiche statutarie che ci apprestiamo ad effettuare». L’assemblea si è quindi espressa favorevolmente sul diritto di successione femminile. Intanto resta infuocata la discussione sul referendum e in coda all’assemblea di domenica, la presentazione di un documento ad esso contrario ha acceso ulteriormente gli animi tra i partecipanti. Staremo a vedere.

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Carlo Meneghetti

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