Alluvione 1994: la Regione fa il punto sulla sicurezza idrogeologica e sulla Protezione Civile
Sono stati presentati nella sede della Giunta regionale, dal presidente Roberto Cota e dall’assessore alla Protezione civile, Roberto Ravello, gli eventi che si svolgeranno in tutto il territorio piemontese nel 2014 per ricordare la tragica alluvione del 1994 che colpì duramente il Piemonte.
Da quell’evento calamitoso iniziò la nascita del Sistema di Protezione civile moderno così come lo si conosce oggi: un sistema polivalente organizzato in termini di cooperazione istituzionale e sussidiarietà tra Enti e Amministrazioni con una concreta presenza di donne e uomini volontari sempre più qualificati, in grado di rispondere in maniera efficace e professionale alle esigenze emergenziali di questo millennio.
L’assessore Ravello ha ribadito che «è stato scelto di non mettere in campo eventi mediatici ma di puntare su attività che testino le reali capacità di intervento del sistema di Protezione civile insieme a percorsi di formazione con le scuole per continuare a diffondere la cultura di Protezione civile. È importante ricordare l’impegno della Regione Piemonte nel consolidare il sistema, che oggi costituisce un elemento di garanzia per i cittadini, grazie alla sintesi tra le attività di prevenzione e gestione dell’emergenza».
Il presidente Cota ha dichiarato: «Per tutti i piemontesi l’alluvione del ‘94 è stata una vera e propria tragedia. Però dal 1994 è successa una cosa straordinaria: da un evento negativo, è scaturita una reazione molto positiva, che dopo anni di lavoro ha portato il Piemonte ad avere uno dei sistemi di Protezione civile migliori del mondo. Se in questi quattro anni in Piemonte non si sono registrate vittime, nonostante i molti e violenti eventi che lo hanno colpito, è anche grazie a questa organizzazione che siamo stati capaci di mettete in campo, imparando dagli errori del passato. Modificare il Titolo V della Costituzione oggi, per portare in modo esclusivo le competenze in tema di Protezione civile sotto il diretto controllo dello Stato, - aggiunge Cota - vorrebbe dire distruggere il lavoro degli ultimi vent’anni che è stato fatto insieme a migliaia di volontari e che ha portato a questa eccellenza. È paradossale che lo stesso Stato che da qualche anno ha azzerato i fondi per la nostra Protezione civile, ora ne voglia assumere il controllo”.
L’assessore Ravello ha ricordato che «sono stati stanziati dal 1994 ad oggi per 3 miliardi e mezzo di euro per gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza del territorio; parallelamente, anche con l’importante supporto della Regione, sono stati predisposti 1126 piani comunali di protezione civile su 1206 comuni in Piemonte».