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Ronzone, montagna di rifiuti abbandonati sui terreni

Una discarica a cielo aperto davanti a casa, al Ronzone, in strada Morana. E’ l’amara sorpresa di sei famiglie di residenti che si sono visti, nelle prime ore del pomeriggio di domenica, scaricare su terreni privati una catasta di rifiuti ingombranti, detriti di ogni tipo forse svuotati da una cantina. Plastica, cartone, taniche, secchielli, legno, oggetti di compensato, taniche di colore e vernice, coppi, laterizi, resti di muri demoliti, ferraglia arrugginita, vecchie suppellettili, sanitari da bagno rimossi dopo la demolizione, gomme da irrigazione. «E’ incredibile l’inciviltà di chi ha scaricato questi inerti anzichè portarli in discarica. Un vicino ha sentito verso le 13,30 il rumore di un furgone; è uscito ma non ha fatto tempo a vedere chi si trattasse, nemmeno appuntare su un taccuino o ricordare a mente il numero di targa. Tra i rifiuti, c’era una fattura commerciale che ho provveduto a consegnare ai vigili municipali con la speranza che possano magari risalire all’autore del gesto». Non è la prima volta che i residenti dell’area in questione lamentano simili atti d’inciviltà: «E’ la terza volta - dicono - abbiamo provveduto a collocare un cartello recante la scritta ‘Divieto di scarico’. Non abbiamo potuto neanche entrare in casa» dice il residente di cascina Beretta. Ma c’è di più: nei pressi dei rifiuti abbandonati sui terreni del Ronzone scorre il rio Morana che sfocia nel Po: «Il colore contenuto nelle taniche va direttamente nel fiume e questo favorisce il rischio d’inquinamento dell’acqua. Potrebbero esserci anche dei manufatti d’amianto, nascosti sotto i detriti e questo aggraverebbe ulteriormente la situazione». Non resta che attendere la rimozione: «Per il momento - concludono i residenti - i detriti abbandonati sono ancora lì da domenica in attesa che gli addetti ai lavori vengano a rimuoverli quanto prima».

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Barbara Marini

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