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Ex imprenditore, alpino e ora Cavaliere del Lavoro: Dante Chinelli si racconta

Il trinese Dante Chinelli è un nuovo Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Volto molto noto in città, classe 1932, Chinelli è stato nominato Cavaliere con decreto del Presidente della Repubblica il 27 dicembre 2013, ma solo poche settimane fa ha ricevuto la comunicazione dal Prefetto di Vercelli. Che effetto le fa essere stato nominato Cavaliere? «Fa molto piacere e non me l’aspettavo assolutamente. Un amico me l’aveva prospettato ma non credevo che la cosa potesse davvero avverarsi. Non so ancora quando mi sarà consegnato il diploma, ma sono veramente orgoglioso di questa onorificenza». Piacentino d’origine, è nato alla cascina Poiesa a Celleri di Carpaneto Piacentino, in città è conosciuto anche per la sua attività nel Gruppo Alpini, di cui è stato anche capogruppo. «Sono stato inoltre consigliere sezionale a Vercelli per quattro mandati- ci racconta - ho fatto il militare negli Alpini a Bassano del Grappa per il Car, poi a Udine all’ottavo Reggimento Julia e sono anche stato a Tolmezzo per un certo periodo. Sono iscritto all’Associazione nazionale alpini dal 1968, mi ero iscritto a Piacenza. In seguito mi sono iscritto qui a Trino, dal 1999». Della sua vita lavorativa cosa ci può dire? «Da giovane aiutavo papà in cascina, poi lavorai nel settore ruspe e movimento terra in vari cantieri, con i miei fratelli e con la Prespali di Milano. In questa azienda ho fatto “carriera”, nel senso che da ultimo arrivato mi sono fatto notare per la bontà del mio lavoro e il padrone ne tenne conto. Ho lavorato in vari cantieri nel nord Italia, poi anche a Roma a Monte Mario per le fondamenta dell’albergo Hilton. Sarei dovuto andare anche a Nuoro ma mi presi una pausa per aiutare mio padre in cascina in quanto era stato colpito da infarto. In seguito però non continuai con la ditta milanese perché ero sempre lontano da casa e i miei famigliari quasi non mi riconoscevano. Ho preferito stare con la famiglia e rinunciare a grosse cifre che il proprietario milanese mi aveva offerto. Lavorai con i miei fratelli qui in zona e tra il ’64 e il ’65 rilevammo il frantoio del signor Farina. Feci però un ragionamento: dovendo prendere la ghiaia per pulirla e poi metterla sul mercato, c’erano costi che convenivano poco. La mia idea fu quella di realizzare un laghetto per così sfruttare il materiale ghiaioso da togliere. Lo feci con una ditta mia, la Trino Cave, e realizzai quest’opera a Castell’Apertole. Ho continuato a lavorare nel settore cave fino al ’94 e fino al ’98 nel settore calcestruzzo a Leri». E ora diventa Cavaliere: «È davvero un onore. Ringrazio chi mi ha proposto e la Presidenza della Repubblica che mi ha fatto questo onore».

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