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Asl 21, addio. Respinti gli emendamenti del centrodestra: la giunta Bresso tira diritto. Per Casale resta solo la speranza della sede

L'Asl 21 di Casale cesserà di esistere il 31 dicembre. Sono durati diverse ore lunedì, in Consiglio regionale, i lavori per la votazione sui nuovi ambiti territoriali: nel ridisegno regionale è contemplata l'Asl unica, ovvero l'accorpamento delle Asl di Alessandria, Casale e Novi ponendo quale decorrenza il 1° gennaio 2008. Gli emendamenti di Marco Botta (An), Ugo Cavallera (Forza Italia) e Tino Rossi (Lega) che chiedevano la seconda Asl sono stati respinti. Vana anche l'ultima protesta portata a Torino da una delegazione casalese e promossa dal centrodestra. «Siamo stati praticamente allontanati dall'aula dopo aver esposto cartelli a favore dell'Asl 21, sequestrati dagli uscieri», dice Nicola Sirchia (Forza Italia). L'Asl 21 sparirà, per fare posto a una sola azienda sanitaria, dalle dimensioni notevoli e dal territorio disomogeneo. Resta aperta la questione della sede. Verrà stabilita dopo il pronunciamento della Conferenza dei sindaci. Il centrosinistra pare voler garantire il rispetto della proposta estiva della Bresso, invitando i sindaci fedeli alle direttive di partito ad esprimersi per Casale e non per Alessandria, sede che per motivi logistici sarebbe comunque gradita alla maggioranza dei comuni. Una soluzione, quella individuata in Regione rimandando la palla ai sindaci, certamente antipatica. Ma Casale adesso può solo continuare a sperare che si realizzi, per arginare un declino che altrimenti si profilerebbe davvero come irreversibile.

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Barbara Marini

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