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Agevolazioni Tari in arrivo, ma la scelta di ripartizione fa discutere

La ripartizione del fondi Covid inutilizzati del biennio 2020/2021 possibile grazie ad un emendamento del dl "Aiuti" approvato dal Parlamento

Il Consiglio comunale, nella seduta precedente la pausa estiva, ha approvato le riduzioni della tariffazione Tari 2022 finanziate con fondi Covid inutilizzati del biennio 2020/2021. Nel dettaglio, come ha spiegato l’assessore al Bilancio Giovanni Battista Filiberti, saranno impiegati 223mila euro per le riduzioni tariffarie relative alle utenze domestiche e 352mila euro per le riduzioni alle utenze non domestiche. La maggioranza ha subito elogiato il provvedimento: «In un momento così complicato è giusto aiutare tutti in modo trasversale», ha detto Mariella Travaglini (Lega).

Il consigliere Giorgio Demezzi (Ritrovare Casale) ha ripercorso la storia dei giorni precedenti: a inizio mese, infatti, l’ex sindaco aveva presentato una interrogazione per sapere se l’Amministrazione avrebbe sfruttato la possibilità prevista dall’emendamento al Dl “Aiuti” per cui i Comuni sarebbero stati autorizzati a finanziare agevolazioni Tari con il “Fondone Covid”. La variazioni di bilancio arrivò pochi giorni dopo. «Il mio intervento aveva come unico scopo porre all’attenzione dell’Amministrazione sull’importante possibilità offerta dall’emendamento sollecitando con una interrogazione anche una risposta da parte del Comune visti i tempi stretti. Non ho ricevuto risposta: non ho bisogno di ringraziamenti/riconoscimenti da parte di questa Amministrazione, anche se forse la mia attenzione meritava almeno una risposta… L’importante è che il provvedimento sia stato presentato in tempo utile, in modo da non correre il rischio di dover restituire allo Stato questa ingente somma». Ma proprio sulla ripartizione adottata Demezzi si è detto scettico: «Se l’intera riduzione di 575mila euro fosse stata equamente distribuita tra tutte le utenze, tutti i cittadini (utenze domestiche e non) avrebbero usufruito nella rata di pagamento di fine anno di una riduzione dell’8,3%. Invece, con la ripartizione del Comune, che non mi convince, le utenze domestiche avranno una riduzione del 5% mentre le utenze non domestiche del 13,8%».

A Demezzi ha fatto eco Monica Mellina (FdI) che si è rivolta, sia pur indirettamente, all’ex sindaco e alla sua ben nota (tra i consiglieri) precisione sui numeri: «I cittadini non capiscono i numeri, ciò che ha bisogno il cittadino è la semplicità delle cose e l’Amministrazione, grazie agli avanzi del Covid, ha deciso di andare incontro ai cittadini. Con noi i fatti». L’intervento dell’esponente di FdI, però, ha suscitato la pungente replica di Roberto Milano (Pd): «Sono un cittadino e penso di aver capito - ha detto rivolgendosi alla collega Mellina - e le assicuro che il cittadino capisce benissimo che invece di risparmiare l’8% risparmierà solamente il 5%...».

Demezzi, in sede di dichiarazione di voto, ha assicurato il voto favorevole: «Rimango non convinto della ripartizione, ma sono stato il primo a sollecitare il provvedimento e voto favorevolmente». Ma Fabio Botteon (FdI), sempre rivolgendosi all’ex sindaco, ha assicurato: «Grazie Demezzi, ma quell’emendamento l’avrebbero trovato anche gli uffici, non siamo sprovveduti». Dalla Lega totale sostegno alla decisione dell’assessorato al Bilancio: «Non c’era chiarezza su come andavano distribuiti i fondi e la soluzione trovata è la migliore perché va incontro ai cittadini e alle attività», ha detto il capogruppo Alberto Drera. Il Pd, invece, ha detto il capogruppo Luca Gioanola, egualmente non convinto della bontà della ripartizione tra utenze, ha optato per l’astensione.

 


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