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Emergenza scuola: i problemi degli alunni e delle famiglie

«Il modello breve “un po’ allungato”, meglio definito tempo lungo finora adottato per la scuola elementare di Mombello, dal mese di settembre andrà necessariamente rivisto, in seguito alle riduzioni di organico disposte del Ministero. Le trenta ore di lezione alle quali se ne aggiungono attualmente 7,5 di mensa per le tre classi in funzione, (due pluriclassi per una copertura dalla 1° alla 5° elementare), non saranno più attuabili». Questo è quanto ha spiegato giovedì scorso a Mombello il dirigente scolastico Tiziana Oldano, durante l’incontro con le famiglie promosso da alcuni rappresentanti di classe. Un modello che, sebbene perfettamente funzionante e rispondente alle esigenze dei bambini e delle famiglie, «è stato finora mantenuto solo ed esclusivamente grazie alle acrobazie dei dirigenti scolastici che si sono adoperati per organizzare al meglio la distribuzione degli insegnanti nel rispetto delle esigenze delle famiglie. Ma tutto questo ora dobbiamo scordarcelo». Da settembre infatti, anziché sugli attuali insegnanti (4 a 22 ore e 1 a 11 ore), la scuola potrà contare solamente più su 3 insegnanti a 22 e 1 a 10 ore oltre che su un ulteriore a 7 ore per la lingua inglese. Un ridimensionamento che si ripercuoterà inevitabilmente anche sull’orario che da 30 ore d’insegnamento alla settimana passerà a 27 ore mentre i giorni mensa scenderanno da 5 a 2 da un’ora cadauno. I bambini frequenteranno dunque dalle 8,30 alle 16,30 (oppure 8-16) solo più due giorni alla settimana mentre, per i restanti giorni, le lezioni saranno solo al mattino dalle 8,30 fino alle 13 (oppure 8-12,30). Analoga situazione anche sugli altri plessi del Comprensivo di Cerrina, dove attualmente i rientri sono 3 e, diventeranno 2. Una situazione “pesante” per la gran parte delle famiglie che si ritroveranno a dover riconsiderare l’organizzazione famigliare. In una società come quella di oggi dove, la gran parte dei nonni lavorano, i tre pomeriggi a casa per i bambini tra i 6 ed i 10 anni potrebbero indubbiamente costituire un problema non indifferente. Come fare dunque? Gli insegnanti di scuola elementare non possono svolgere più di 22 ore d’insegnamento alla settimana: «Nuove alleanze e nuove sinergie» è stata la proposta avanzata dal consigliere provinciale Corrado Calvo, sostenuta anche dal sindaco Piergaetano Tonellotto. «È necessario che la scuola si apra e si confronti con le amministrazioni comunali per ritrovare soluzioni insieme» ha precisato Calvo. Ma in quale misura sarebbe la disponibilità dei Comuni ma? Qualcuno avrebbe preventivato circa 27.000 euro l’anno. Una spesa notevole per le sempre più esigue casse comunali ma, una spesa neppure impossibile, «a costo di adoperare storni da altri capitoli» ha precisato Tonellotto. L’assessore provinciale Domenico Priora ha proposto «un ridisegno della distribuzione delle risorse già a livello provinciale per andare ad investire maggiormente e prima di tutto, là dove sussistono quei diritti irrinunciabili quali, il diritto al lavoro, alla casa e all’istruzione», mentre il consigliere provinciale Aldo Visca ha proposto «di coinvolgere anche la Regione».

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Federico Nardi

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