Articolo »

  • 22 maggio 2020
  • Casale Monferrato

Sabato 23 Consiglio Federale sul futuro del tamburello

Sul futuro del tamburello, a cominciare dalle linee guida per gli allenamenti, si dovrebbe sapere qualcosa in più dopo il Consiglio federale di sabato. Intanto il presidente Edo Facchetti ha scritto una lettera alle società con i chiarimenti sulla ripresa delle attività del tamburello in sicurezza. Ecco alcuni passaggi. “Come saprete, la Federazione ha incontrato tutte le componenti per ascoltare i desiderata e sentire l’umore di tutto il movimento tamburellistico in un momento in cui l’emergenza da Covid-19 rende impossibile una ripresa completa e normale delle nostre abitudini e del nostro amato Sport. Con la presente vi ribadisco la mia vicinanza e quella del Consiglio federale. È nostro intento e volontà fare il possibile per poter riprendere quanto prima gli allenamenti delle nostre squadre e, soprattutto, dei nostri giovani atleti e atlete. Sono consapevole che ci sia molta confusione generata dal gran numero di provvedimenti emessi sia a livello nazionale che locale, ma posso confermarvi che il nostro Sport sicuramente non è tra quelli con il maggior rischio di contagio. Purtroppo, però, per poter ripartire in piena sicurezza e con il minor rischio possibile, la Federazione, in queste ultime ore, ha nuovamente richiesto al Governo e agli organi competenti ulteriori chiarimenti in merito alla possibile ripresa degli allenamenti per gli sport di squadra”.

In attesa di questi lumi un osservatore di lungo corso quale Franco Binello tocca i nervi scoperti. “Le due federazioni sferistiche continuano, giocoforza, a rinviare ogni decisione sull’eventuale ripresa, ma mostrano evidenti impacci anche a districarsi nel sempre più impervio dedalo di indicazioni che arrivano dai decreti del Presidente del Consiglio a tutela della salute. I tifosi chiedono a gran voce, anche nelle dirette streaming (ormai diventate un’abitudine anche per i meno “tecnologici”) di tornare all’agone e all’agonismo degli sferisteri. E c’è chi ipotizza formule abbreviate, sfide più o meno “secche” per assegnare titoli e medaglie. La realtà è un’altra: se anche solo per un allenamento si richiedono interventi di sanificazioni, palloni o palline da igienizzare continuamente, spogliatoi inaccessibili, guanti, mascherine, medici che devono presenziare e chissà cos’altro, come potrebbe fare un dirigente federale o di una società o un sindaco ad assumersi la responsabilità di autorizzare sfide, sia pure a porte chiuse? Certo, una volta si sarebbe giocato e basta, magari in una piazza “presa in prestito” con il tacito assenso di tutti, in paese. Adesso arriverebbero i carabinieri”.

 

 - Nella foto la formazione di Serie A a muro del Vignale


Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Carla Rondano

Carla Rondano
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!