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  • 07 dicembre 2020
  • Casale Monferrato

Intervista

Chiara stella della danza a Dresda

La Scarrone è da nove anni in Germania

Più conosco danzatori più sono convinto che la professione renda le persone equilibrate, anche a livello emotivo. La conferma arriva da Chiara Scarrone, solista del Semperoper Ballett di Dresda, giovanissima, posata e paziente fino alla saggezza. Persino il lieve accento tedesco, acquisito dopo 9 anni in Germania dà l'idea di una matura compostezza fino a quando non si incrina quando si parla di teatri vuoti.

Intanto ancora una volta siamo fuori dall'Italia per conoscere come i nostri artisti monferrini hanno vissuto e stanno vivendo l'emergenza, siamo stati a Melbourne, Parigi, Rodi, Las Vegas, ma non c'è niente da fare: l'organizzazione teutonica fa la differenza.

“In Germania il lockdown è durato da metà marzo a metà maggio – ci spiega subito Chiara Scarrone quando le chiediamo degli scorsi mesi. - Io sono stata comunque fortunata: quel periodo l'ho passato a casa con il mio ragazzo, sentendo ogni giorno la mia famiglia via skype, ma a livello emotivo nelle prime settimane mi sembrava di vivere due vite parallele, dall'Italia arrivavano racconti tragici che mi facevano preoccupare per la famiglia e i miei cari, qui, invece, la situazione era calma e la gente continuava la propria vita. Anche quando è stata introdotta la quarantena in Germania è stata piuttosto light e permetteva di uscire per passeggiate. I Tedeschi non sono immuni al virus ma sono molto fiduciosi di essere tutelati dalla loro organizzazione sanitaria”.

C''è una cosa però che nemmeno i tedeschi possono cambiare: quando arriva il Covid, le danze si fermano. Letteralmente. “A Dresda il lockdown è stato indetto proprio nel giorno in cui sarebbe dovuto andare in scena uno spettacolo che stavamo preparando da tempo. - continua la nostra danzatrice - Non è stato bello, anche se eravamo abbastanza preparati. Le prime settimane ci siamo trovati a fare esercizi a casa tenendoci in forma con l'idea che presto saremo tornati. Poi le cose si sono prolungate e diventava più difficile cercare le motivazione per non lasciarsi andare. Io mi sono imposta un ritmo normale: sveglia presto, colazione e poi lezioni on line, pilates, yoga e naturalmente danza classica. Ho dovuto riorganizzare lo spazio in casa, ho improvvisato una sbarra e il teatro ci ha mandato qualche metro quadro di tappeto per la danza. (vi ricordate l'intervista a Federico Bonelli che a Londra ha trasformato la cucina in una aula di danza? Ndr). A metà maggio siamo riusciti a rientrare in piccoli gruppi con la mascherina. E' stato bello ritrovarsi in teatro, ma a livello fisico era difficile, dopo due settimane è cessato l'obbligo delle mascherine durante le lezioni e ad agosto abbiamo ripreso con le prove degli spettacoli. Il primo in programma era un galà con pezzi che non prevedevano contatto sul palco, ma poco prima di andare in scena c'è stato un caso positivo e abbiamo dovuto cancellare la rappresentazione. Poi, finalmente, dopo che siamo stati testati tutti, eccoci in scena. E' stato difficile controllare l'emozione di essere di nuovo in teatro dopo tanti mesi, ma ho ringraziato Dio di aver avuto questa opportunità, sento di colleghi che non sono ancora riusciti a rivedere il palco”.

Già la voglia di palco, si sentire gli applausi.. è proprio qui che la voce di Chiara si fa più accalorata. “Anche se in questo periodo non siamo in lockdown, i teatri sono chiusi. Abbiamo fatto le prove e con le dovute distanze e con qualche revisione alla coreografia per allestire Schiaccianoci con la speranza di andare in scena il 1 dicembre e invece pochi giorni fa le riaperture sono slittate a gennaio. Capisco la necessità di preservare la salute, ma come artista mi piange il cuore: per un ballerino lo sfogo della propria arte è esibirsi di fronte ad un pubblico, lavorare tanto per non poter condividere il risultato mi fa paura”.

E' solo un momento poi Chiara torna ad essere ottimista e ferma come durante un “attitude” perfettamente in punta. “Questa situazione mi ha aiutato a guardarmi dentro, ad apprezzare le piccole gioie della vita che magari diamo per scontate: la famiglia, la salute. Ho avuto tempo per fare ordine nei pensieri e anche per capire cosa mi piacerebbe fare quando la mia carriera sarà finita, un'eventualità che per un danzatore si presenta piuttosto presto. Come tutte le cose brutte anche questa pandemia avrà una fine e io penso di uscirne meglio e soprattutto più forte”.

Chiara Scarrone inizia a danzare all'età di 5 anni a Casale nella Scuola di danza Arabesque diretta da Nadia Pisano. Sotto suggerimento della sua insegnante a 10 anni partecipa all'audizione per la Scuola di Ballo dell'Accademia d’Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro alla Scala di Milano, viene accettata e supera tutti gli 8 anni diplomandosi nel giugno del 2011. In Accademia ha la possibilità di prendere parte a spettacoli con la compagnia del Teatro ballando Schiaccianoci, Lago dei Cigni , Sogno di una Notte di mezza Estate, Il Pipistrello, spesso con protagonisti come Roberto Bolle e Alessandra Ferri. Dopo diverse proposte tra Italia e estero nell'agosto del 2011 entra a far parte del corpo di ballo del Semperoper Ballett di Dresda dove oggi ha il ruolo di Coryphée (solista).

 


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