Berlino è come una giostra: dal Liceo Scientifico al convegno di Torino
di Elena Boccalatte, classe 3 A liceo scientifico
Dall'Istituto Balbo riceviamo e pubblichiamo:
Berlino è come una giostra. Una giostra di quelle antiche, tutte dorate e piene di cavallucci su cui salire, ma anche macchinine e tazze che girano. Una di quelle con le musiche e le luci gialle, che sanno di magico.
E ognuno può salirci sopra e scegliere su che animaletto o su che trenino salire, quanto tempo rimanerci e decidere di tentare l’avventura, cercando di vincere un biglietto per il secondo giro. La somiglianza tra una giostra e Berlino è proprio il fatto che la seconda, così come la prima, è un posto libero, senza schemi, dove ognuno può entrare e scegliere cosa fare della propria vita, incontrare altra gente, sperimentare, vivere giorno per giorno, e tutto con la più assoluta libertà.
Tutto questo ci è stato ampiamente illustrato al Convegno Berlino e i linguaggi della riunificazione lungo tutta la giornata del 6 maggio presso il Circolo dei Lettori a Palazzo Granari della Roccia, organizzato dall’Università di Torino in collaborazione con il Goethe-Institut.
E’ stata un’esperienza veramente costruttiva, perché ha permesso alla classe quinta A, che era stata a Berlino nel settembre 2008, di approfondire ulteriormente gli aspetti più nuovi e significativi della suggestiva metropoli già visitata. Per la classe terza A, d’altra parte, questo contatto ha aperto gli orizzonti e ha acceso mille curiosità in vista di un futuro viaggio di studio. L’impostazione veramente intelligente del Convegno era proprio finalizzata a fornire flash sui molteplici aspetti diversi e variegati della capitale tedesca, aprendoci la via a percorsi suggestivi e facendoci balenare - proprio come una serie di progressive illuminazioni - tanti aspetti affascinanti di questa città.
Il Convegno si è articolato in interventi di alto livello culturale e il tessuto espositivo era estremamente impegnativo, ma siamo riusciti a seguirlo in tutti i suoi snodi concettuali ed in tutti i suoi vettori di senso.
I temi toccati sono stati assai vari, tutti riguardanti gli ultimi venti anni vissuti da Berlino dopo la caduta del Muro (1989): la sperimentazione architettonica e il ripensamento del tessuto urbano, il Muro non più come realtà fisica, ma centro di intensi recuperi memoriali, e anche Berlino nel cinema tedesco emergente, la nuova Berlino ebraica che vede attualmente con i suoi 12.000 membri il maggior tasso di crescita al mondo fuori di Israele, la DDR nei musei della rinata capitale e la topografia letteraria della nuova Berlino con il ritorno della flânerie artistica. Proiettata verso il futuro, la città è ancora oggi in continua trasformazione, oggetto di inesausta riscrittura e febbrile rielaborazione artistica. Emblema di una svolta epocale, ‘la città dei cieli divisi’ con la caduta del Muro ha visto il riaffiorare di paesaggi perduti e la ridefinizione degli spazi. I relatori – tutti di altissimo livello e provenienti oltre che dall’Università e dal Politecnico di Torino anche da importanti centri accademici stranieri – hanno saputo, coniugando la tematica letteraria-artistica-psicologica a quella tecnico-scientifica degli studiosi di architettura - darci uno spaccato accattivante da diversi punti di vista di una metropoli in continuo divenire e fertile terreno di creatività. Per la città l’unificazione ha determinato un caleidoscopico spostamento di confini e la ridefinizione dei punti cardinali con un conseguente stravolgimento creativo del paesaggio urbano.
Ora abbiamo una conoscenza molto più approfondita ed empatica della città di Berlino: sappiamo che, per chi ci vive, gli stimoli sono tanti, le possibilità moltissime, le opportunità quasi infinite. Basti pensare anche soltanto ad un ipotetico artista, che vive in una mansarda a Berlino e ogni giorno può scendere le scale di casa, arrivare in strada e, girando per le varie vie, osservare gli infiniti grattacieli di vetro e acciaio, i musei, i negozi, i ristoranti e gli artisti di strada, e trovare così l’ispirazione per le proprie opere. E in questo modo negli ultimi anni all’interno della ricchissima Berliner Literatur - prodotta dopo la caduta del Muro - molti autori hanno scelto di imprimere ai testi la struttura e il ritmo delle loro ‘perlustrazioni’ della metropoli. Forse è lo stesso per molte città in tutto il mondo, ma il fascino di Berlino è tutto particolare ed estremamente singolare: forse per la sua storia, forse per il Tedesco, o chissà, forse anche perché è completamente moderna e per questo unica nel suo genere in Europa.
Magari un giorno potremo salire anche noi, al suono del campanellino, su quella giostra e iniziare a girare, girare, girare e poterci sentire così come si sentono gli abitanti di Berlino: non solo come gli artisti, gli intellettuali, i giornalisti, gli architetti, ma anche come tutte le persone comuni che vivono una normale appagante quotidianità, che ogni giorno vanno a comprare Die Welt dal giornalaio dietro l’angolo: estremamente orgogliosi e compiaciuti della città in cui vivono, che li stimola e li fa sentire più ‘vivi’.