Non troppe chiacchiere: la vicenda di Pavese in scena con Assemblea Teatro
Questa sera, venerdì, alle 21.30 in Piazza del Municipio a Serralunga nell’ambito del festival pavesiano va in scena “Il vizio assurdo”, dramma di Diego Fabbri e Davide Lajolo.
Il vizio assurdo è il titolo dell’opera - notissima - che racconta la vicenda dell’autore langarolo, scritta qualche anno dopo la sua morte da Davide Lajolo che raccolse direttamente - da amico e da intellettuale - le confidenze dell’amico Cesare, ricomponendole in una «biografia letteraria e umana».
Il vizio assurdo, la depressione che incombe e ritorna lungo tutta la vita dello scrittore, viene riletta non solo attraverso i ricordi e l’esperienza personale dell’amico Davide, ma anche sulla scorta di documenti chiusi e riordinati in un baule dallo stesso Pavese, un materiale che Lajolo per primo ebbe modo di sfogliare e - con efficacia - raccontare.
Tutto avviene in una stanza d’albergo, la ricerca disperata di un amico al telefono, fino alle poche parole che lascia sulla scrivania prima di ingerire i barbiturici: «Non fate troppi pettegolezzi».
Il vizio assurdo diventò un caso letterario di grande successo con molte traduzioni all’estero.
La vicenda di Pavese verrà fatta rivivere questa sera da Assemblea Teatro. Interpreti e personaggi Marco Pejrolo (Cesare); Luca Occelli (Alajmo, un operaio); Angelo Scarafiotti (il Presidente Poli); Andrea Castellini (l’inserviente Gaspare); Roberta Fornier (l’americana Anna); Chiara Pautasso (Simona, la ragazza della sala Gay), Annapaola Bardeloni (la madre, un’operaia).
Luca Zanetti alla fisarmonica. Musiche eseguite e registrate dalla Banda dell’Unione Musicale Condovese.
Regia di Lino Spadaro e Renzo Sicco. Costumi della Sartoria Giampiero Capitani.
Il testo, che al suo originale debutto negli anni ’70 non potè calcare i palchi piemontesi, nella nuova versione proposta da Assemblea Teatro sarà invece protagonista, nella prossima stagione invernale, di un tour in diverse sale della regione, in collaborazione con la Fondazione Piemonte Live. Nel 1974, infatti, insieme al drammaturgo Diego Fabbri, Lajolo traspose la biografia in un testo teatrale con lo stesso titolo, messo in scena dalla compagnia degli Associati.
E proprio Pavese - sottolineano le note di regia - «ha fissato, ben prima che l’Unesco si occupasse di rendere, forse, la Langa patrimonio dell’Umanità, la bellezza di quelle terre salvandole da capannoni e dalla cementificazione e rendendole paesaggio umano per sempre».