Tanti rifiuti e imbrattamenti sul monumento nei giardini
Perchè mai scambiare un bellissimo angolo verde della città per una sorta di discarica a cielo aperto? La risposta è semplice: perchè siamo degli incivili. O per lo meno non tutti, ma sicuramente lo sono le persone che lasciano rifiuti di ogni genere sparsi a terra nei giardini, nei parchi, davanti ai monumenti.
Come ad esempio nei giardini pubblici davanti all’ex casa di cura Sant’Anna, più precisamente nei pressi del monumento a Filippo Mellana, che un giorno sì e l’altro anche è disseminato di bicchieri e bottiglie di plastica, piatti, cartacce, pacchetti vuoti di sigarette, bottiglie di vetro e lattine di birra, il tutto abbandonato ai piedi della scalinata o nel prato circostante.
E pensare che l’area è ben provvista di cestini portarifiuti, facilmente raggiungibili: basta spostarsi di pochi metri per tenere pulita un’area pubblica. O forse è troppo faticoso percorrere dieci passi per conferire gli scarti negli appositi raccoglitori?
Sarebbe curioso sapere se questi soggetti che insozzano, coltivano le stesse abitudini anche sulle loro proprietà, se cospargono di rifiuti anche il pavimento delle loro abitazioni.
Già qualche personaggio scarsamente dotato dal punto di vista intellettuale aveva pensato bene di imbrattare con delle scritte tracciate con la vernice spray il monumento stesso, se poi ci aggiungiamo tutto attorno un bel po’ di immondizia il quadro è completo.
Ed è pure umiliante per qualche pensionato che abita nella zona e che con grande senso civico quasi tutte le mattine raccoglie buona parte della sporcizia che altri - irresponsabilmente e sicuramente meno dotati sotto il profilo neuronale - regolarmente abbandonano sparsa sul terreno dopo aver bivaccato allegramente la sera precedente. Basterebbe un po’ di collaborazione per salvaguardare quel poco di buono che abbiamo: solo con un pizzico di responsabilità e di buona volontà possiamo evitare scempi di questo tipo e valorizzare la “res pubblica”. Che si chiama così proprio perchè appartiene a tutti.