Vignaledanza: il Comune vince il ricorso contro la Fondazione Teatro Nuovo
Il Tribunale di Casale ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Vignale contro l’utilizzo arbitrario e non autorizzato del nome del Comune monferrino da parte della Fondazione Teatro Nuovo nella manifestazione “Vignaledanza” spostata senza un preavviso utile e senza alcun accordo preliminare quest’anno a Torino.
Il giudice Patrizia Baici ha infatti accolto il ricorso presentato dal Comune che lamentava un pregiudizio e un danno causato dall’utilizzo del nome del Comune per una manifestazione svolta in altra località.
«Il nome “Vignale” - scrive il magistrato - unito a “danza” è espressione chiara di un legame diretto tra la manifestazione -rassegna di danza e il Comune “senza alcuna elaborazione creativa”».
Il magistrato parla inoltre di «profonda interazione tra la denominazione della manifestazione e la città» e afferma che lo «spostamento in collocazione differente» è fatto idoneo a «cagionare un danno al Comune di Vignale che si vede privato della manifestazione più rappresentativa e promozionale del territorio locale», definendo «provato il pregiudizio grave ed irreparabile».
Di qui la decisione del magistrato di vietare alla Fondazione l’utilizzo del nome Vignale per eventi, manifestazioni o a scopi pubblicitari, dello stemma del Comune, del dominio vignaledanza.it su cui il Comune di Vignale figurava ancora ieri - paradossalmente ! - tra i sostenitori, condannando il Teatro Nuovo di Gian Mesturino al pagamento di 1000 euro per la rifusione delle spese di lite. Ora da un lato la Fondazione potrà impugnare il provvedimento ma dall’altro il Comune - annuncia l’avvocato che tutela Vignale Vincenzo Bertola - «il danno anche economico patito dal Comune e dagli operatori del territorio in termini di indotto. In prima battuta era importante che fosse sancito che il Teatro Nuovo ha compiuto un illecito anche nell’ottica di mantenere la manifestazione di danza a Vignale nei prossimi anni».
Soddisfatta Tina Corona, sindacao di Vignale per lo “scippo” sventato: «Non possiamo farci usurpare certo tutto così, Questa è una vittoria per il territorio, che dobbiamo difendere!».