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  • 13 giugno 2011
  • Casale Monferrato

Recuperare i reperti d'archeologia industriale del cemento

L'attività estrattiva di marna e cemento in Monferrato ci ha lasciato un'eredità straordinaria fatta di edifici, strutture, reperti d'archeologia industriale: come recuperare e valorizzare quel patrimonio di storia del nostro lavoro? L'argomento è stato al centro dell'incontro promosso dall'associazione casalese "Il cemento", sabato mattina nella manica lunga del Castello, presentato dalla presidente Consolata Buzzi. Numerosissimi gli spettatori che hanno gremito la sala e tante le autorità, tra cui il sindaco Giorgio Demezzi, il presidente della Provincia, Paolo Filippi, il consigliere regionale Marco Botta, gli assessori Giuliana Bussola, Federico Riboldi, Augusto Pizzamiglio. Il meeting è stato l'occasione per presentare la nuova pubblicazione Marne, cave, cementifici, della rivista "Atti e rassegna tecnica della società degli ingegneri e degli architetti in Torino", documentazione di un lavoro di ricerca ricco e preciso su siti e testimonianze dell'estrazione del cemento del territorio. A offrire il loro contributo al volume, esperti e casalesi, illustri, come l'ex sindaco Riccardo Coppo che trova la liaison tra cemento e Unità d'Italia nel casalese. Numerosi i capitoli che, attraverso la descrizione dei cementifici, raccontano la storia delle industrie e del Monferrato, presentando i segni dell'archeologia industriale come una risorsa da sfruttare anche per il turismo. Da ammirare le tante fotografie degli ex depositi, come quello del clinker a Casale, ex cementifici (particolarmente suggestivo l'interno del cementificio Bargero),piloni della teleferica sulle colline, il ponte protettore di Morano, la Furnasetta... e tante altre immagini. "Nell'ampio scenario emerso dallo studio sugli edifici del cemento nel Monferrato casalese- scrivono gli autori nelle conclusioni- è emerso un patrimonio di indubbio interesse che merita la definizione di possibilità di interventi di recupero, riuso e valorizzazione dei manufatti edili in cemento ora dismessi e abbandonati...La loro conservazione non è facile: vi è l'ostacolo dei problemi tecnici, di sicurezza, stabilità, ma vi è anche lo scarso interesse generale dimostrato per opere di principale interesse strutturale". Per la salvaguardia degli edifici è il momento di agire, anche secondo il presidente della Provincia, Paolo Filippi: "Lo stimolo che arriva dall'incontro di oggi è di passare dal periodo di mappatura al concreto utilizzo della memoria dell'archeologia industriale, che può avere anche una valenza turistica. In altri Paesi progetti di questo genere hanno avuto grande fortuna". Dello stesso parere il sindaco Giorgio Demezzi: "Casale è fiera di ospitare un convegno come quello proposto dall'associazione Il Cemento. Stiamo facendo memoria di un passato importante. Anche se è impossibile salvare tutto il patrimonio del cemento bisogna cercare di conservarlo e l'associazione lavora in questo senso".

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Silvia Sassone

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