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Chiesa locale

Alla Diocesi di Casale 475mila euro per far fronte all’emergenza sociale

Il contributo stanziato dalla Cei con l'8x1000

La Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato per ogni Diocesi un “Contributo straordinario Covid-19” proveniente dall’8x1000, al fine di aiutare le persone, famiglie e parrocchie in situazioni di difficoltà nel fronteggiare le conseguenze economico-sociali provocate dalla pandemia tutt’ora in corso. La somma stanziata dalla Cei è di 200 milioni di euro: di questi, 156 milioni saranno ripartiti tra le Diocesi italiane. Anche quella casalese, dunque, beneficierà di questo contributo e alla chiesa evasiana  arriveranno 475mila euro.

Ora, la Diocesi di Casale ha individuato, unitamente alle altre Diocesi piemontesi, un puntuale criterio di assegnazione di questo contributo straordinario. Più precisamente, è stato stabilito per ogni parrocchia un plafond e cioè un tetto massimo di spese suscettibili di rimborso. Questo plafond è proporzionato al numero degli abitanti di ogni parrocchia ed è suddiviso in otto gli scaglioni: 1500 euro fino a 250 abitanti, 2mila euro fino a 500 abitanti, 2500 euro fino a mille abitanti, 3mila euro fino a 1500 abitanti, 4mila euro fino a 2mila abitanti, 5mila euro fino a 2500 abitanti, 6mila euro fino a 3mila abitanti e 8mila euro da 3500 e 6mila abitanti.

Tale somma potrà essere utilizzata dalle parrocchie sia per aiutare i singoli e le famiglie in difficoltà economica sia per il pagamento delle utenze, delle quote assicurative e delle spese sostenute per la sanificazione degli spazi, per l’acquisto di igienizzanti e dispositivi di protezione individuale o, ancora, per l’attivazione dei centri estivi. Sono escluse, invece, le rate dei mutui, mentre il periodo costi rimborsabili è dal 1° marzo al 31 dicembre 2020. Oltre alle parrocchie, somme verranno devolute anche a enti non parrocchiali come il Santuario di Crea o il Santuario della Madonna del Pozzo, il vescovado e gli uffici di curia. Inoltre, la Diocesi casalese ha provveduto a sospendere, per tutto l’anno, le tasse parrocchiali e personali che, qualora fossero già state versate, dovranno essere restituite.

Il vicario generale mons. Giampio Devasini commenta: «Grazie all’8x1000, che arriva dalla firma di ogni contribuente sulla dichiarazione dei redditi, sarà ancora una volta possibile sostenere tante realtà che ogni giorno pongono in essere gesti di cura, pratiche di prossimità a favore dei sempre più numerosi fratelli e sorelle che si trovano a vivere in uno stato di emarginazione economico-sociale». «Ricordiamoci tutti, quando sarà il momento - conclude il numero due della Diocesi - di questa ricaduta sul territorio, segno, tra l’altro, della efficienza e della trasparenza di un sistema, quello dell’8x1000, che ha fin’ora dato ottima prova di sé in molteplici ambiti e occasioni».


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Carla Rondano

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