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A Villa Vidua
Scatole di sardine. Il viaggio del pesce di Corrado Bonomi
Inaugurazione domenica 6 settembre alle 17
Riaprono le porte di Villa Vidua per la nuova stagione espositiva che verrà inaugurata domenica 6 settembre, alle 17, con la personale di Corrado Bonomi, “Orizzonte degli eventi”. Già presente con la sua opera durante un’edizione di “Riso & Rose” con la retrospettiva “Umorosa” del 2002, primo evento di “Rosa Rosae”, l’artista novarese ritorna in paese con un viaggio nel suo lavoro fatto di metafore e analogie sempre risolte con l’ironia che contraddistingue il suo stile. L’estetica di Carlo Bonomi può essere spiegata già analizzando il titolo di questa sua mostra: L’”Orizzonte degli Eventi” - spiega il curatore del progetto, il critico d’arte Carlo Pese - Si tratta di un concetto preso a prestito dall’astrofisica col quale si fa riferimento a quella linea invisibile che divide il cosmo dall’inizio di un buco nero, una linea al di là della quale, per un osservatore distante, “un oggetto che cade verso il buco nero sembrerà rallentare indefinitamente man mano che si avvicina al confine, apparendo quasi congelato nel tempo a causa della deformazione dello spazio tempo”. Per Bonomi questa linea diventa una metafora dell’Arte, dell’attività artistica, di come questa possa fermarsi nel tempo rimanendo, agli occhi degli appassionati.
Prosegue Pesce: Alla base della produzione dell’artista novarese c’è sempre una sorta di invito al viaggio, una metafora dietro la quale si nasconde un percorso compiuto per sfuggire all’oblio cui tutti siamo destinati.
Nelle sue opere, per esempio le Scatole di sardine il viaggio del pesce (dall’oceano alla tavola) viene racchiuso nel suo contenitore industriale. In questa maniera, inserendo la silhouette di una sardina dentro la scatola di latta, Bonomi crea un finto diorama che ironizza sul concetto di “viaggio inscatolato” e standardizzato. Come evidenziato dal critico Alberto Fiz nella monografia dedicata all’artista, il principio cardine di Bonomi è trasformare in arte ogni dato, sia esso un fumetto, un film o un testo letterario. La critica definisce spesso Bonomi un “cantastorie concettuale”.
Nel suo lavoro c’è un forte debito verso la struttura della fiaba e del romanzo fantastico (da Jules Verne a Italo Calvino, fino alle suggestioni surreali). I suoi assemblaggi di giocattoli, mappe e scritte sono veri e propri micro-racconti visivi. Il viaggio letterario viene così ridotto ai suoi archetipi: la partenza, l’imprevisto, il mezzo di trasporto, ma tutto riletto con l’ironia di chi sa che l’unico vero viaggio rimasto è quello dentro l’opera d’arte.
In conclusione, secondo Pesce, quello di Corrado Bonomi non è mai un semplice esercizio di stile, ma un’indagine sul nostro modo di consumare la realtà.
Bonomi smantella la rigidità del Concettualismo attraverso una tautologia pop che trasforma il supporto – sia esso un cappello, una scatola di sardine o una pagina letteraria – nel passaporto per un viaggio puramente mentale. Il suo lavoro si spinge così fino a quel personalissimo orizzonte degli eventi, un confine invisibile oltre il quale la materia quotidiana perde la sua funzione originaria e viene risucchiata dalla forza di gravità dell’ironia.
È proprio lì, su quella linea di confine tra il reale e l’immaginario, che la narrazione di Bonomi cattura lo spettatore, dimostrando che l’unico viaggio che valga davvero la pena di raccontare è quello capace di farci guardare il quotidiano con occhi totalmente nuovi. Dopo una formazione da autodidatta, Corrado Bonomi esordisce nel 1983 alla galleria Pantha arte di Como e successivamente alla Galleria Ciocca. Espone a Mannheim nel 1995 in occasione di Plastische Objekte Bilder alla Halskratz Galerie dove inizia la sua collaborazione con Angelo Falzone, che guiderà la formazione del gruppo del Concettualismo ironico italiano. Nel 1995 prende parte a Das Spiel in der Kunst , al fianco dei principali esponenti dell’arte contemporanea italiana. Nel 1995, inizia la collaborazione con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, l’esperienza didattica verrà portata avanti per tutta la sua carriera. Nel 1998 partecipa alla mostra Artfiction – Junge Kunst aus Italien organizzata a Kiel alla Stadtgalerie im Kulturviertel / Sophienhof.
Nello stesso anno realizza l’installazione Non omnis moriar, per il museo di scultura “Su logu de s’iscultura” a Tortolì, precedentemente realizzata per il MART di Trento e Rovereto. Tra le mostre recenti: Il Cardellino, Fondazione Leonesia, Mare, Camparia Favignana, Viaggiando oltre il perimetro dell’immagine, Palazzo Saluzzo di Paesana, Torino, 2024; Acque chete, Acquario Civico di Milano, 2023; La rivoluzione siamo noi , XNL, Piacenza, 2020; Nature, arte ed ecologia, Galleria Civica di Trento, 2016; Oggi il kitsch , Triennale Milano, 2012; La scultura italiana del XXI secolo, Fondazione Pomodoro, Milano, 2010.
“Orizzonte degli eventi”, organizzata con il contributo di Costanzo Cornici, Allemandi, Falegnameria L’Arte del Legno di Berto Alessandro e Studio Dune Design, rimarrà aperta fino al 18 ottobre, visitabile liberamente domenica e nei giorni festivi dalle 16 alle 19.
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