Un corso e due progetti sperimentali sullo sviluppo sostenibile e le biomasse
di Pier Luigi Buscaiolo
Presso l’Istituto Superiore Sobrero, nella sede centrale di Casale e in quella decentrata di San Martino di Rosignano, l’Istituto Tecnico Agrario “Vincenzo Luparia”, si terrà a partire dalla fine di marzo un corso IFTS per la preparazione di un “Tecnico per la gestione integrata ed ecocompatibile del territorio e delle aziende agro-forestali”.
Spiega il preside Mauro Bosco: «Il nostro Istituto fa parte del Polo Formativo Energia e Ambiente, uno dei poli tecnico-professionali nati in seguito alla attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 gennaio 2008 che vuole rendere stabile ed organizzata la collaborazione degli istituti tecnici e professionali con le strutture formative accreditate e con il mondo del lavoro e delle professioni. Nel Polo Energia e Ambiente, che si occupa tra le altre cose di energie rinnovabili e di gestione integrata del territorio agro-forestale, sono presenti, oltre ad alcuni Istituti Superiori del Piemonte, anche rappresentanti dell’Università, dei Centri di Ricerca, dei Centri di Formazione e delle Imprese».
Eugenio Capra, docente presso l’Istituto Luparia e referente del progetto, aggiunge tra le funzioni del Polo la divulgazione scientifica e tecnica e le attività formative, come corsi IFTS e formazione breve.
Il corso ha una durata totale di 800 ore, di cui 240 saranno di tirocinio in aziende del settore. Le lezioni, che si svolgeranno in parte a Casale ed in parte a San Martino di Rosignano, sono strutturate in Unità Formative Capitalizzabili, che fanno riferimento a due aree: una comune ed una professionalizzante. Parte delle ore di lezione saranno svolte on-line con il sistema della formazione a distanza.
Le figure professionali
Ma quali sono le competenze della nuova figura professionale? L’energy manager in agricoltura: deve possedere competenza tecnica nel settore della produzione agro-forestale e zootecnica; deve conoscere la legislazione ambientale per orientare le imprese verso i regolamenti che possono dare benefici tecnico-economici e opportunità di migliorie; deve essere in grado di proporre agli imprenditori le soluzioni tecniche ottimali per l’azienda agricola vista nel suo insieme e nel suo rapporto con il territorio e l’ambiente circostante; deve conoscere le varie forme di produzione energetica introducibili nell’azienda agricola e deve essere in grado di seguirne le diverse fasi di messa in opera e gestione.
Secondo il docente Giancarlo Durando, che collabora per la realizzazione del corso, il punto di partenza per la determinazione delle competenze è costituito dalle richieste che provengono dal mondo del lavoro, e quindi dalle imprese operanti nel settore. Anche per questo tra gli insegnanti del corso, avranno un ruolo importantissimo liberi professionisti e imprenditori, che avranno modo di approcciarsi in modo più mirato e diretto alle tematiche proposte.
Lo sviluppo di conoscenze
Ma quali sono le discipline che caratterizzeranno il corso?
«Per quanto riguarda l’area comune verranno fornite le competenze tecnico- scientifiche di base; uno spazio sarà dedicato alla legislazione in materia energetica ed all’inglese tecnico. L’area professionalizzante tratterà le diverse tipologie di impianti e sistemi di energia rinnovabile, e si soffermerà in particolare sulle tecniche di produzione e trasformazione energetica delle biomasse e sul trattamento di rifiuti e scarti agricoli».
Il corso è rivolto sia a giovani neodiplomati o neolaureati, ma anche ad adulti occupati in possesso sempre di diploma o laurea e che intendano frequentare una o più Unità Formative Capitalizzabili. La frequenza è completamente gratuita per i disoccupati, mentre è previsto un contributo da parte degli occupati.
Ricordiamo che i biocombustibili costituiscono, nell’immediato, l’unica alternativa possibile all’uso di combustibili fossili per l’autotrazione. Grande, quindi, è l’attenzione in questo senso da parte dell’Unione Europea che nella recente pubblicazione “Piano d’azione per la biomassa” indica un ampio mix di misure per promuovere l’impiego e ridurre le barriere economiche delle biomasse, con l’obiettivo di incrementare sostanzialmente il loro contributo energetico.
Energia e tecnologia
Le trasformazioni biomassa-energia offrono un ampio ventaglio di scelte tecnologiche che vanno dai processi termochimici, che costituiscono la più promettente via per la produzione di energia elettrica nelle grandi centrali, ai processi biochimici per la produzione di combustibili liquidi (etanolo e biodiesel) e gassosi (biogas).
L’Istituto Tecnico Agrario Luparia sta avviando a Rosignano due sperimentazioni: la prima, con il C.R.A. (l’ex Istituto per la Pioppicoltura di Casale), prevede la piantumazione di essenze legnose per saggiarne l’adattabilità ai terreni marginali di collina per la produzione di biomasse legnose da cippato; la seconda, ancora nelle fasi preliminari, prevede con la Chemtex Italia (gruppo M & G) di Tortona la coltivazione di varietà di Arundo donax (canna gentile), nell’ambito del progetto che prevede la produzione di biomasse da destinarsi alla conversione in etanolo di seconda generazione.