Prosegue la realizzazione del deposito per le scorie nucleari all’Eurex di Saluggia
di Pier Luigi Buscaiolo
La realizzazione del nuovo deposito di scorie nucleari D2 all’Eurex di Saluggia va avanti nonostante le proteste. Nella notte tra martedì e mercoledì è transitato un centinaio di betoniere che portavano il cemento per le fondamenta. Contrariamente a qualche settimana fa non si è registrata alcuna manifestazione e l’andirivieni di mezzi pesanti è stato controllato dagli agenti della Digos. Ma questa è solo una tregua. Paola Olivero capogruppo in Consiglio comunale di “Comunità Saluggese” ha annunciato che si sta preparando una manifestazione per gennaio. C’è il timore che qui si raccolga le scorie da tutta Italia e diventi il “deposito nazionale”.
Intanto in Regione, si è aperto un acceso dibattito. L’assessore all’Ambiente Roberto Ravello è intervenuto sulla questione rispondendo ad un’interrogazione presentata dal consigliere Davide Bono: «Ritengo doveroso ricordare che la necessità di realizzare il deposito D2 presso l’impianto Eurex di Saluggia è emersa nel corso dello stato di emergenza proclamato dal Governo (anni 2003 - 2006), con l’intento di migliorare le condizioni di sicurezza dei rifiuti solidi attualmente stoccati nell’edificio 2300. Un impianto che, come precisato nel documento Sogin “Impianto CEMEX - Studio di impatto ambientale”, è stato realizzato negli anni ‘70 per soddisfare contingenti esigenze di protezione dei rifiuti e che presenta oggi carenze sia sotto l’aspetto della sicurezza nucleare che di quello della protezione fisica. Si tratta di una necessità, confermata dalla Regione già nel 2005 quando, con una delibera di Giunta, si pronunciò a favore di tutte le attività ed infrastrutture temporanee necessarie ad incrementare la sicurezza dei siti e dei rifiuti radioattivi piemontesi».
La Regione conferma «l’urgenza di destinare i rifiuti solidi attualmente immagazzinati, “in modo precario”, nel deposito denominato “2300” del centro Eurex di Saluggia, ad una infrastruttura che abbia i requisiti di sicurezza richiesti dalla Autorità di Controllo. Considerate dunque le finalità, la natura temporanea dell’impianto, la cui autorizzazione a procedere arriva direttamente dal Ministero dello Sviluppo Economico e non dalla Regione, e vista la sua coerenza con la politica regionale volta a promuovere tutte le azioni finalizzate ad incrementare le condizioni di sicurezza dei siti nucleari, la Regione non ritiene ci sia la necessità di sentire il parere del nuovo Governo e della Commissione Europea prima di procedere alla realizzazione».
È dunque intenzione della Regione «continuare a sollecitare lo Stato affinché si arrivi nel più breve tempo possibile all’individuazione del sito nazionale di stoccaggio e, nel contempo, ridimensionare ogni tipo di azione e posizione che miri a rallentare l’adeguamento della sicurezza dei depositi».
La richiesta di individuazione del sito nazionale delle scorie nucleari arriva anche dai parlamentari Luigi Bobba e Gianfranco Morgando i quali hanno chiesto al Governo di pronunciarsi in tempi brevi: per entrambi il rischio che Saluggia diventi deposito nazionale è alto.