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La mostra sui cinquant'anni della Doc e l'incontro "Una vita per la vite"

«È stata una legge che ha unito l’Italia. Una sorta di unità d’Italia del vino che ha cambiato radicalmente il mondo vitivinicolo del Paese. A cinquant’anni di distanza ne stiamo comprendendo la sua portata». È il commento di Andrea Desana, presidente del Circolo Ottavi e Coordinatore del Comitato del Cinquantenario a margine degli appuntamenti casalesi dedicati proprio alla Doc. Sabato scorso infatti è stata inaugurata la mostra “Il cinquantenario della Doc” al secondo piano del Castello, è stato proposto il banco di assaggio del Grignolino nella Manica Lunga e poi lo spettacolo “In vino veritas”. L’esposizione resterà aperta ancora oggi, venerdì 28 febbraio dalle ore 17 alle 19,30, sabato 1 e domenica 2 marzo dalle ore 10 alle 12,30 e dalle ore 16 alle 19,30. Sarebbe un vero peccato, a giudizio di molti, che la mostra rimanesse solo un caso isolato e solo un momento celebrativo della Doc. Infatti siamo alla vigilia di Golosaria e della San Giuseppe, due manifestazioni di punta del mese di marzo in Monferrato: sarebbe una buona occasione, sia dal punto di vista della promozione che del turismo, tenere aperta questa esposizione magari in un’altro luogo (visto che al Castello ci sarà Golosaria) ma sempre ben raggiungibile sia dai visitatori della kermesse dei Club di Papillon che della San Giuseppe. «La mostra - continua Desana - sentendo le opinioni delle persone, che finora sono state veramente tante, è piaciuta. Molti non conoscevano pienamente il patrimonio, la storia, la cultura del mondo vitivinicolo monferrino e nell’apprenderla sono rimasti anche orgogliosi e fieri di appartenere a questo territorio dove è nata la Doc. In questo senso noi, volontari, siamo pronti a mettere a disposizione quanto realizzato anche nell’ipotesi che questa iniziativa diventi permanente». Desana intende ringraziare tutti coloro che hanno preso parte a questa avventura e che hanno lavorato a mostra e spettacolo: «Da Milani a Rivoire, Castagnoli, Limonetti, Coppo, MeMo, il Consorzio contro le Avversità Atmosferiche, l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, il Fondo Ottavi... insomma tutti coloro che si sono impegnati in questa avventura». Gli infernot e il grignolino Infine Desana guarda al futuro: «Il Monferrato vitivinicolo sta diventando patrimonio Unesco: dobbiamo sfruttare questa occasione valorizzando il nostro patrimonio e i nostri prodotti. Mi riferisco in particolare agli infernot le cui foto hanno registrato grandi apprezzamenti alla mostra e al Grignolino che attraverso un consorzio può diventare il nostro vino bandiera, un veicolo di promozione del territorio». E a proposito del Grignolino c’è da registrare il successo del banco di degustazione promosso da Mondo: «La scelta del vino protagonista della degustazione non è casuale in quanto il Grignolino storicamente rappresenta il vino più tipico del Monferrato Casalese, che merita sicuramente di essere maggiormente conosciuto. Nascono infatti dalla stessa volontà di diffonderne la conoscenza e la cultura anche altri appuntamenti recentemente tenutisi nel territorio. La degustazione ospitava ben 30 diverse etichette di Grignolino, di altrettanti produttori monferrini ed astigiani, molti dei quali presenti in sala» fanno sapere da Mondo. E domenica 2 marzo alle ore 16,30 presso le sale del 2° piano del Castello all’interno della mostra sul Cinquantenario delle Doc avrà luogo la presentazione del libro di Luigina ed Elsa Zai “Una vita per la vite” con presentazione di Riccardo Coppo e recitazione di poesie con Giorgio Milani ed Elio Botto.

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Barbara Marini

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